Fondazione, dal 1° marzo via al bando per i contributi.
Bini: “La pandemia consolida l’impegno della Fondazione”. Richieste on line entro il 31 marzo, necessario accreditarsi entro il 22

Prato, 24 febbraio 2021 - La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato conferma la sua vicinanza alla comunità pratese e apre il bando 2021 per l’assegnazione dei contributi destinati ad associazioni, istituzioni ed enti.  A disposizione, per essere assegnati alle diverse realtà attive sul territorio pratese, ci sono 900 mila euro. Il bando sarà pubblicato sul sito della Fondazione a partire dalle ore 10 di lunedì 1° marzo.
“Le pesanti difficoltà provocate dalla pandemia hanno consolidato l’impegno per dare sostegno ai progetti delle realtà associative e istituzionali - sottolinea il presidente Franco Bini - Il Consiglio di Indirizzo ha confermato uno stanziamento di 1 milione e 100 mila euro: 900 mila per  le iniziative di associazioni e istituzioni e 200 mila per il Progetto Insieme di supporto all’emergenza che colpisce persone e famiglie. L’azione nei settori della cultura, della formazione e della solidarietà è fondamentale per salvaguardare la coesione sociale e guardare al futuro di Prato, oltre la grande crisi provocata dal Covid”. Dunque fedeltà all’impegno di stare accanto alle istituzioni e alle associazioni del terzo settore, con un ruolo decisivo – in diversi casi – per garantire lo svolgimento di attività e servizi comunitari fondamentali. La Fondazione, come ha confermato il suo Statuto, interviene con l’assegnazione di benefici economici in settori di primo piano: educazione, istruzione e formazione; arte, attività e beni culturali; volontariato, filantropia e beneficienza.

Anche il bando 2021 prevede che le richieste di contributo vengano presentate esclusivamente on line, entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 31 marzo, utilizzando il collegamento al sito della Fondazione www.fondazionecrprato.it.  Chi partecipa per la prima volta al bando deve provvedere all’accreditamento on line sempre attraverso il sito, entro e non oltre le ore 12 di lunedì  22 marzo  facendo ricorso all’apposita procedura prevista dal link  specifico del sito.  Si ricorda che, sulla base del regolamento, nel caso in cui il rendiconto finale indichi spese inferiori a quelle previste dalla richiesta iniziale l’erogazione verrà rimodulata.  Di questa condizione è bene tenere conto nella formulazione del progetto e del relativo preventivo.
L’attività della Fondazione continua ad essere prioritaria sul fronte del sostegno all’istruzione, alla formazione e alle attività culturali ma anche in accompagnamento alle attività sociali.  A supporto delle iniziative della comunità locale la Fondazione Cassa di Risparmio ha destinato circa 2 milioni e 700 mila di euro in tre anni.  Nel 2020 gli stanziamenti hanno interessato per circa 400 mila euro realtà dell’educazione e dell’istruzione; per altri 260 mila euro della cultura e dei beni culturali; per circa 125 mila euro il settore della solidarietà. Con queste risorse sono stati finanziati 56 progetti di enti e associazioni.

La Fondazione, intanto, ha scelto di rimanere in prima linea sul fronte dell’emergenza che colpisce persone e famiglie proseguendo il suo impegno per il Progetto insieme, accanto al Comune di Prato. Sono già stati stanziati 200 mila euro per i primi mesi dell’anno che si aggiungono ai 300 mila euro finalizzati all’acquisto di macchinari e presidi ospedalieri e ad altri 300 mila euro per l’emergenza sociale messi a disposizione nel 2020.

Bini: ‘Fondazione in campo per uscire insieme dalla crisi’
Contributi per 1,1 milioni, fondi anche per emergenza e housing sociale (2 milioni)

Prato, 2 gennaio 2021 - Bene comune e sussidiarietà sono le parole d’ordine che guideranno la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato nel 2021. “La Fondazione è in campo per contribuire a uscire tutti insieme dalla crisi provocata dalla pandemia: vuole continuare a essere parte attiva e solidale nella fase complessa che Prato e i pratesi stanno attraversando e per supportare il possibile e necessario ritorno alla normalità”, sottolinea il presidente Franco Bini. L’ente ha già previsto per il 2021 uno stanziamento di contributi per 1,1 milioni di euro, mentre sta lavorando per dare il via libera all’utilizzo di altri 2 milioni delle sue risorse patrimoniali per finanziare interventi di housing sociale.
Coesione, concretezza e visione - “In momenti come questi occorre coesione, concretezza e visione - afferma ancora il presidente - coesione tra i vari attori del territorio per dare forza alla comunità locale, concretezza per dare efficacia alle iniziative che saranno intraprese, visione per guardare a cosa sarà il futuro di Prato dopo il Covid”.
Il 2021, come il 2020, sarà un anno che richiede un impegno straordinario. “La Fondazione ci sarà - prosegue Bini - con l’impegno condiviso per affrontare le grandi difficoltà di famiglie e persone, ci sarà con la continuità nell’erogazione dei contributi per le istituzioni e l’associazionismo nel campo della cultura, dell’istruzione e della solidarietà, ci sarà con gli investimenti per iniziative di housing sociale”.

Iniziative straordinarie per la crisi provocata dalla pandemia - Il fronte della crisi socioeconomica provocata dalla pandemia è al centro dell’attenzione: dal marzo scorso sono state messe a disposizione risorse straordinarie per circa 1 milione di euro. Per i primi mesi del nuovo anno sono già stati stanziati 200 mila euro da convogliare nel Progetto Insieme che vede uniti Comune e associazioni per affrontare le difficoltà della comunità pratese. Nel corso del 2020 la Fondazione si è mobilitata con stanziamenti per 300 mila euro finalizzati all’acquisto di macchinari e presidi ospedalieri e di altri 300 mila euro per l’emergenza sociale. I contributi per la comunità locale - L’impegno è quello di continuare a garantire sostegno alle istituzioni e alle associazioni che operano nei settori dell’istruzione, della cultura e della solidarietà. Tutti settori messi a dura prova dalla pandemia e che devono avere la massima attenzione nella fase della ripartenza. Per il 2021, in piena continuità con l’esercizio di bilancio dell’anno precedente, sono già stati previsti contributi per 900 mila euro. Nel 2020 gli stanziamenti hanno interessato per circa 400 mila euro realtà dell’educazioni e dell’istruzione; per altri 260 mila euro della cultura e dei beni culturali; per circa 125 mila euro il settore della solidarietà. Con queste risorse sono stati finanziati 56 progetti di enti e associazioni, mentre sono stati garantiti contributi - tra gli altri - per il Pin, la Camerata Strumentale, la Diocesi e l’Opera del Duomo, l’Emporio della Solidarietà, la Fondazione Datini e il Museo del Tessuto.Rinnovato impegno per l’housing sociale e la ripartenza dell’economia - È una scelta a cui si sta lavorando nelle ultime settimane: la Fondazione sta valutando di impegnare nel 2021 altri 2 milioni di euro delle proprie risorse patrimoniali per un secondo programma di housing sociale, favorendo l’utilizzo di immobili già realizzati. Una iniziativa che offre risposte concrete al problema dell’emergenza abitativa (54 appartamenti anche per studenti e anziani autosufficienti) e che può dare un deciso sostegno alla necessaria ripartenza dell’economia locale. L’impegno della Fondazione si concretizza attraverso la sottoscrizione di quote del Fondo housing toscano, offrendo la garanzia per l’intervento della Cassa depositi e prestiti.   L’ente ha già stanziato altri 2 milioni di euro per un primo programma di housing sociale, quello del piano di lottizzazione di Gello, che - con la medesima formula della sottoscrizione di quote – ha garantito un intervento della Cassa depositi e Prestiti di 4 milioni di euro. 

Salvaguardare la Fondazione, patrimonio dei pratesi - Il patrimonio netto della Fondazione – accertamento del 2020 sul 2019 – è di 74 milioni e 320 mila euro con un aumento di circa 348 mila euro rispetto all’anno precedente.  “Dobbiamo preoccuparci uniti di salvaguardare la Fondazione che è prima di tutto patrimonio dei pratesi – mette in evidenza Bini - È noto che non possiamo contare, come altre realtà, su cospicui dividenti bancari. Per salvaguardare la capacità erogativa, e quindi la stessa identità, dobbiamo fare di tutto, certo con margini di rischio prudenziale, per ottenere rendimenti significativi”.

INTESA SANPAOLO E FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PRATO UNITE PER SOSTENERE LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ A CAUSA DELL’EMERGENZA COVID-1
- Donati 100.000 euro per aiutare le famiglie pratesi con il Progetto Insieme
- Una partnership privato-pubblica in linea con le azioni filantropiche intraprese della Banca
 

Prato, 18 novembre 2020 – Da sempre in prima linea nella promozione di attività a supporto di situazioni di disagio economico e sociale, Intesa Sanpaolo aderisce a “Progetto Insieme”, iniziativa promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato con l’Assessorato alla Salute ed alle Politiche Sociali del Comune di Prato e l’Associazione Spes Docet Onlus.
Il progetto - nato con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto alle famiglie del territorio pratese che si trovano in una situazione di disagio economico e sociale resa ancora più pesante dall’emergenza Covid19 - vede da oggi anche il sostegno di Intesa Sanpaolo, che mette a disposizione della Fondazione 100.000 euro che potranno essere utilizzati per dare aiuto alle famiglie colpite dagli effetti della crisi emergenziale. “Progetto Insieme” punta sostenere le famiglie in difficoltà con interventi di solidarietà alimentare, o per esigenze alloggiative - come contributi per l’affitto dell’abitazione – oppure per altre tipologie di fabbisogni socio-economici quali sostegno nel pagamento utenze, contributi alle famiglie in carico ai servizi sociali, interventi per disabilità e disagio.

Con “Progetto Insieme” Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e Intesa Sanpaolo intendono avviare una collaborazione nello spirito dei rispettivi obiettivi. Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che per il Progetto Insieme ha già messo a disposizione 300 mila euro, si tratta di proseguire con determinazione il concreto impegno di solidarietà e vicinanza alla comunità pratese, rafforzando la rete di collaborazione che moltiplica e rende più forte l’intervento di ogni singola istituzione per sostenere chi è più fragile nelle difficoltà.

Intesa Sanpaolo da tempo è attenta a perseguire la crescita sostenibile e inclusiva del Paese, sia potenziando partnership già consolidate, come il Banco Alimentare e il Banco Farmaceutico, sia estendendo il suo raggio di azione a nuove iniziative particolarmente meritorie nella situazione di grave difficoltà sociale come Progetto Insieme. L’adesione al Progetto fa parte di una precisa filosofia di intervento della Banca, che intende non solo essere vicina al territorio, ma soprattutto avviare un dialogo strutturato con la Fondazione, il Comune e Spes Docet, ponendo in essere partnership finalizzate a valorizzare una visione comune degli interventi sociali.
Il progetto verrà portato avanti per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, salvo proroghe. Intesa Sanpaolo – insieme agli altri partner di Progetto Insieme – entrerà attivamente nel merito del progetto, offrendo gratuitamente la propria esperienza nelle best practice in ambito sociale maturate negli anni.
“La disponibilità di Intesa Sanpaolo a entrare nel progetto è davvero una buona notizia, ringrazio il direttore regionale Luca Severini per l’attenzione che ha dimostrato nei confronti della nostra richiesta, sono sicuro che questo è l’inizio di una positiva collaborazione nell’interesse della città - sottolinea Franco Bini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio – Questo è il momento della coesione e della concretezza, Intesa Sanpaolo mette a disposizione risorse importanti che vanno ad aggiungersi ai 300 mila euro stanziati dalla Fondazione per far fronte all’emergenza sanitaria prima e alla cifra equivalente messa disposizione per sostenere il Progetto Insieme successivamente”.
“Progetto Insieme è un’occasione di intervento offerta dalla Fondazione CR Prato che il nostro Gruppo coglie con grande positività ed impegno – afferma Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo – nel solco della vicinanza pluriennale verso la città di Prato e il territorio, un’area che si è sempre distinta per spirito imprenditoriale e sensibilità sociale. Siamo davvero grati a Fondazione e Comune di Prato di poter attivare un intervento concreto a favore delle famiglie pratesi – conclude Severini – nello spirito degli interventi attuati da Intesa Sanpaolo per il miglioramento della qualità della vita e delle condizioni economiche delle persone, indispensabili per lo sviluppo delle nostre comunità sociali ed economiche”.
Elena Jacobs, responsabile Valorizzazione del Sociale Intesa Sanpaolo, commenta: “Progetto Insieme rappresenta un esempio di come il Gruppo, attraverso partnership con istituzioni ed organizzazioni nonprofit, si impegna concretamente per contrastare e ridurre le disuguaglianze economiche, sociali, culturali del Paese. Con la partecipazione alla Cabina di Regia del Progetto, Intesa Sanpaolo collabora attivamente alla definizione degli ambiti di intervento prioritari mettendo a disposizione la sua esperienza nella progettazione sociale”.

Il Tar della Toscana: le opere devono restare a Palazzo Albertirtii
La Collezione di Palazzo Alberti è dei pratesi
Bini: “Una vittoria della città, un patrimonio da valorizzare”

Prato, 3 novembre 2020 - La Collezione di Palazzo Alberti è dei pratesi, costituisce un pezzo dell’identità del territorio. Ad affermarlo è il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana che nella sentenza resa nota ieri ha ribadito l’appartenenza della collezione nella sua integrità alla città.
“È una vittoria di tutti, ottenuta impegnandoci insieme - sottolinea il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Franco Bini - siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato al pari di tutti gli altri soggetti istituzionali e privati che si sono adoperati, non solo in ambito giudiziario, per la tutela di questo importante patrimonio. L’impegno della Fondazione resta alto - prosegue Bini - la battaglia per la difesa di questi beni va avanti, ancora insieme dobbiamo individuare un percorso per contribuire alla loro valorizzazione nell’interesse di tutti”.
Devono restare dunque a Prato l’ineguagliabile Crocifissione di Giovanni Bellini, la dolce Madonna con Bambino del giovane Filippo Lippi, l’Incoronazione di spine del Caravaggio, la raffinatissima raccolta di pittura fiorentina cinquecentesca e la straordinaria sezione con le sculture di Lorenzo Bartolini.  Il TAR conferma anche il legame fra l’intera collezione e il Palazzo Alberti che la ospita. Va ricordato che un’intesa promossa nel 2017 dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dal Comune di Prato, e da Confindustria Toscana Nord con la BpVi - che sarebbe stata poi commissariata - ha contribuito a riportare a Prato tutte le preziose opere che la banca aveva trasferito.
Per difendere l’appartenenza della Galleria alla Città di Prato la Fondazione Cassa si è unita al ministero dei Beni culturali, al Comune, e all’Associazione Amici dei Musei richiedendo il riconoscimento del vincolo di territorialità e di indivisibilità della collezione.  Una decisa risposta alla causa promossa innanzi al Tar Toscana nel 2017 dalla Banca Popolare di Vicenza, già in liquidazione, che aveva impugnato il provvedimento del ministero dei Beni e delle Attività Culturali con cui il Palazzo dei Conti Alberti e i beni della Galleria erano dichiarati di interesse particolarmente importante sulla base del Codice dei beni culturali e quindi non separabili dal loro territorio. La Popolare di Vicenza aveva portato in giudizio al Tar - oltre allo stesso ministero - anche il Comune di Prato e la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e le Province di Prato e Firenze.  A questo punto, per contrastare le richieste inaccettabili, è intervenuta volontariamente anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, difesa dall’avvocato Neri Baldi.
Il TAR Toscana ha riconosciuto l’indiscutibile vocazione pubblica delle opere artistiche in esame in quanto acquistate dalla Cassa di Risparmio di Prato quando era un ente pubblico: l’acquisto rispondeva a scopi di interesse di tutta la collettività, e ne derivava - in virtù della Legge allora vigente per i beni storico artistici - che quelle opere erano automaticamente sotto tutela. Inoltre la pregressa appartenenza congiunta delle opere e del Palazzo alla Cassa di Risparmio di Prato e la consolidata destinazione di spazi dell’immobile alla collocazione della collezione hanno motivato il riconoscimento del vincolo pertinenziale.

Presentate all’assemblea le modifiche allo Statuto
Maggiore apertura, più spazio a istituzioni culturali, enti economici e professionali

Prato, 7 ottobre 2020 – Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Franco Bini, ha presentato ieri pomeriggio all’assemblea dei soci, che si è svolta alla Camera di Commercio, il progetto di revisione dello Statuto, elaborato e approvato dal Consiglio di Indirizzo, che si pone l’obiettivo generale di una maggiore apertura alla comunità locale.  L’intervento di revisione - risultato di un lavoro che ha impegnato il consiglio di indirizzo dal novembre scorso - è stato condotto in collaborazione con ACRI. Dopo il confronto in assemblea - che ha un ruolo consultivo - il nuovo Statuto dovrà essere licenziato dal Consiglio di Indirizzo e inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze per la definitiva approvazione.
Il progetto di Statuto attualmente vede un aumento dei soci da 120 a 140: 84 sono designati dall’assemblea e 56 (prima erano 36) da enti pubblici, categorie economiche. Istituzioni culturali e Diocesi di Prato. L’ampliamento del numero dei soci – ha spiegato Bini – è legato all’obiettivo di dare valore al ruolo della comunità locale, delle categorie economiche e produttive, delle istituzioni culturali e delle professioni.  
Nel progetto le designazioni degli enti locali territoriali passano da 12 a 15, quelle degli enti e organismi economici da 11 a 16, quelle degli organismi professionali da 7 a 10, quelle delle istituzioni culturali da 6 a 11. Per la prima volta la Diocesi di Prato potrà designare quattro soci. A enti locali territoriali e alla diocesi, con l’obiettivo di favorire la presenza di soggetti del terzo settore,  viene richiesto di scegliere i soci sulla base “delle qualità e la comprovata esperienza maturate nel mondo della cultura, dell’educazione, istruzione e formazione giovanile, del volontariato, filantropia e beneficienza”.

Interventi importanti vengono proposti anche sul fronte dell’attività dell’assemblea con lo scopo di valorizzarne il ruolo e la partecipazione dei soci: con l’abolizione dell’articolo 13 comma 1 viene estesa a tutti i soci la facoltà di eleggere nuovi soci, mentre con l’abrogazione dell’articolo 20 viene abolita la facoltà di delega e quindi incoraggiata la partecipazione diretta e lo svolgimento di un ruolo attivo. Il Consiglio di indirizzo passa da 14 a 16 membri: 8 nominati dall’assemblea e 8 designati dagli enti istituzionali, economici e culturali.

RisuonaItalia, concerto simultaneo in 50 piazze
La Fondazione con la Camerata porta l’evento a Prato. Appuntamento giovedì alle 11, Inno al Gioia in diretta FB

Prato, 28 settembre 2020 - Ripartire tutti insieme all’insegna della musica e della solidarietà. È questo il messaggio che lancia RisuonaItalia, tante piazze, una sola comunità, un concerto simultaneo che, giovedì 1° ottobre alle 11, vedrà protagoniste contemporaneamente cinquanta piazze italiane. L’iniziativa è promossa da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio) in occasione nella Giornata europea delle Fondazioni.
Sarà l’Inno alla Gioia, simbolo dell’Unione europea, ad aprire dovunque il concerto.  Prato darà il suo contributo alla grande piazza virtuale grazie alla collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio e la Camerata Strumentale. Alle 11 in punto sarà possibile seguire in diretta Facebook il concerto che un gruppo di solisti della Camerata eseguirà dalla Sala del Gonfalone di Palazzo Buonamici, sede della Provincia che ha patrocinato l’iniziativa.
Per l’occasione la Camerata ha preparato una speciale strumentazione dell’Inno alla Gioia, curata dal compositore Alessandro Cavicchi, che ha anche aggiunto una serie di variazioni inedite in coda al tema musicale di Beethoven. La piazza pratese sarà animata anche dalla musica di Mozart: il quartetto per oboe e archi in fa maggiore K.370 e il Divertimento in re maggiore K251 “Settimino di Nannerl”, deliziosa composizione scritta per festeggiare l’onomastico di Maria Anna, la sorella del compositore.
Saranno protagonisti del concerto i musicisti Michela Francini (oboe), Stefano Berluti e Fabrizio Rosati (corni), Fanny Ravier e Cosimo Paoli (violini), Francesca Profeta (viola), Elisabetta Sciotti (violoncello), Francesco Tomei (contrabbasso). La diretta Facebook sarà trasmessa simultaneamente sulle pagine social di TV Prato e della Camerata Strumentale.

RisuonaItalia è un’iniziativa promossa da Acri in occasione della Giornata europea delle fondazioni, lanciata da Dafne (Donors and Foundations Networks in Europe), l’organizzazione che riunisce le associazioni di fondazioni del continente. “La Giornata del 1° ottobre vuole essere un’occasione per lanciare un’esortazione a ripartire tutti insieme all’insegna della solidarietà e dello spirito di comunità. - afferma Acri in una nota - E’ l’occasione per promuovere e rilanciare una idea di Paese che si fonda sulla solidarietà e la coesione sociale e che intende valorizzare le nuove generazioni. Perché suonare insieme vuol dire imparare a convivere e a condividere regole ed emozioni”.

Dalla Fondazione risorse per i libri scolastici
Prosegue l’impegno per fronteggiare l’emergenza socio-economica

Prato, 21 settembre 2020 - La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato continua con determinazione il suo impegno per dare sostegno a chi è stato maggiormente colpito dalla crisi collegata all’emergenza Covid. Per far fronte alle difficoltà socio-economiche ha stanziato 300 mila euro che vengono gestiti nell’ambito del Progetto Insieme e che vengono utilizzati sulla base delle necessità, altri 300 mila euro erano stati utilizzati in marzo per l’emergenza sanitaria e finalizzati all’acquisto di macchinari e supporti per il Santo Stefano.   

Del pacchetto fondi per la crisi sociale di 300 mila euro  già 100 mila euro sono stati erogati per l’emergenza abitativa, mentre proprio in questi giorni vengono erogati altri 100 mila euro: 20 mila saranno utilizzati per sostenere le famiglie nell’acquisto dei libri scolastici e circa 80 mila per supportare le associazioni di volontariato sociale del territorio che seguono ogni giorno centinaia di casi di persone in difficoltà. “I libri per la scuola non devono mancare a nessuno. Sappiamo tutti che le conseguenze della pandemia colpiscono pesantemente i bambini e i ragazzi per questo abbiamo un’attenzione speciale a quella che purtroppo è stata definita un’emergenza educativa”, sottolinea il presidente Franco Bini.

Le risorse vengono gestite nell’ambito del Progetto Insieme in collaborazione con il Comune di Prato e con l’associazione Spes Docet: nei mesi scorsi è stata infatti creata una cabina di regia per non disperdere i contributi e rispondere con rapidità ed efficacia alle criticità che colpiscono soprattutto chi è più fragile.

Al contempo la Fondazione ha proseguito il suo impegno statutario ordinario che l’ha portata a stanziare per il 2020 circa 900 mila a supporto delle iniziative della comunità locale. Nel 2019 circa 367 mila euro sono andati a enti e soggetti che si occupano di istruzione; 310 mila per progetti connessi a beni e attività artistiche e culturali; altri 206 mila euro per iniziative di volontariato e solidarietà sociale.

Progetto di solidarietà della Fondazione si moltiplica. Patto con Spes Docet, sono arrivati altri 100 mila euro.Stanziati 300 mila euro, ecco il conto dedicato per aiutare chi non ce la fa.

Prato, 23 maggio 2020 - La solidarietà si moltiplica, anche stavolta. Solo pochi giorni fa il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Franco Bini, aveva annunciato di aver messo a disposizione 300 mila euro destinati a un progetto di solidarietà per dare supporto immediato ai pratesi in questa fase di crisi economica e sociale senza precedenti. E vista la situazione di emergenza aveva al contempo lanciato un appello “alla città solidale, ai pratesi che non si tirano mai indietro”, per moltiplicare le risorse stanziate.

La risposta non si è fatta attendere: ieri la onlus Spes Docet ha annunciato un apporto di altri 100 mila euro che saranno utilizzati per il pronto intervento, in particolare per la distribuzione di buoni spesa.
L’appello della Fondazione è sempre valido: le difficoltà di centinaia di famiglie pratesi e il disagio concreto di tanti nuovi vulnerabili messi in crisi dal Covid devono trovare risposta nei prossimi mesi. Per questo l’ente ha aperto un conto dedicato su cui tutti possono versare quello che possono e vogliono. Ecco le coordinate:

IBAN IT69 A032 3901 6001 0000 0191 179

intestato a Fondazione Cassa di risparmio di Prato, causale "Fondo solidarietà per Prato".

Fondazione Cassa di risparmio e Spes Docet onlus - l’associazione presieduta da Simone Paci che raccoglie un gruppo di generosi imprenditori - rafforzano dunque il loro patto di collaborazione solidale. In piena emergenza sanitaria la Fondazione Cassa di risparmio aveva stanziato altri 300 mila euro affidandoli a Spes Docet che è riuscita ad aggiungere altri 700 mila euro e bypassando le lungaggini burocratiche ha fatto arrivare all’ospedale Santo Stefano in tempi record ecografi e altri macchinari, migliaia di mascherine con visiera, tute protettive e camici. 

L’obiettivo della Fondazione è anche quello di non disperdere energie e risorse: il fondo messo a disposizione si integrerà al sistema degli interventi messi in campo da Governo, Regione e Comune. Si è già costituito un gruppo di lavoro, una sorta di cabina di regia, dove sono presenti rappresentanti della Fondazione, insieme al Comune di Prato. In una fase così complessa è giusto che le risorse vengano distribuite con equità.

PRESTITO SOLLIEVO

Segnaliamo l’informativa del Prestito Sollievo di Intesa Sanpaolo per il Terzo Settore in lotta contro la pandemia. Si tratta di liquidità agevolata con finanziamenti garantiti da un Fondo di rotazione istituito dalle Fondazioni di origine bancaria. (link al file)

Per informazioni su Prestito Sollievo si può inviare una email indicando denominazione, codice fiscale, sede dell’Organizzazione Non Profit e contatti a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Emergenza Covid, progetto di solidarietà della Fondazione
Sono stati stanziati 300 mila euro per chi è in stato di necessità
Appello di Bini: “E ora aiutateci a moltiplicare le nostre risorse”

Prato, 13 maggio 2020 - Una iniziativa che guarda prima di tutto alle necessità delle persone, compresi quei nuovi vulnerabili che sono rimasti vittima del Covid-19 dal punto di vista socioeconomico più che sanitario. A lanciarla è la Fondazione Cassa di risparmio di Prato che ha deciso di sostenere un progetto di solidarietà per dare supporto immediato alla comunità pratese in questa fase di crisi economica e sociale che non ha precedenti. Sono stati stanziati 300 mila euro, che saranno distribuiti nei prossimi sei mesi, in collaborazione con il Comune di Prato, attraverso la rete delle associazioni che sono in prima linea accanto alle famiglie e alle persone che, purtroppo sempre più numerose, si trovano in stato di necessità.
Ad annunciare l’iniziativa è oggi il presidente della Fondazione, Franco Bini. “Abbiamo valutato che non c’era tempo da perdere e che si doveva decidere velocemente. Ci è sembrata questa la scelta più giusta da fare, sappiamo tutti bene quanto sia grave la situazione: ci sono famiglie e persone rimaste senza lavoro e prive di risorse per affrontare la quotidianità che hanno bisogno di risposte per le necessità primarie. Per questo abbiamo deciso di agire con questa modalità”.
Bini non si ferma qui. Lancia un appello alla città solidale, ai pratesi che non si tirano mai indietro. “Come Fondazione mettiamo a disposizione questo fondo ma chiediamo anche aiuto a tutti coloro che possono fare qualcosa per aiutarci a moltiplicare le nostre risorse per chi non ce la fa- afferma il presidente - Per questo lanciamo una sottoscrizione e invitiamo tutti a dare una mano, questo è il tempo della generosità e non possiamo girarci da un’altra parte”. L’invito è a versare sul c/c della Fondazione: Iban IT 69 A032 3901 6001 0000 0191 179 con causale “Fondo solidarietà per Prato”.

L’obiettivo della Fondazione è anche quello di non disperdere energie e risorse: il fondo messo a disposizione sarà utilizzato in sinergia con il sistema degli interventi messi in campo da Governo, Regione e Comune. “È importante che le risorse vengano gestite in modo da evitare sovrapposizioni, per questo è auspicabile che le associazioni agiscano potenziando la rete di collaborazione”, - sottolinea Bini. Le modalità di gestione del fondo economico verranno definite attraverso una sorta di cabina di regia, dove sono direttamente coinvolti rappresentanti della Fondazione insieme al Comune di Prato.
Le risorse del progetto vanno ad aggiungersi agli altri 300 mila euro che la Fondazione ha messo a disposizione nel mese di marzo per l’emergenza sanitaria e l’acquisto di macchinari per l’Ospedale Santo Stefano. L’ente, in quel caso, ha stretto un patto con la onlus Spes Docet, finalizzato all’acquisto diretto di strumenti ad alta tecnologia e presidi ospedalieri

Patto con Spes docet onlus per acquisto diretto di macchinari e presidi
Fondazione, 300 mila euro per aiutare l’ospedale
L’appello di Bini: “Mobilitiamoci, nella difficoltà diamo il meglio”

Prato, 18 marzo 2020 - Nei giorni dell’emergenza, ma anche della solidarietà, la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha deciso di mettere a disposizione 300 mila euro per sostenere l’attività dell’Ospedale Santo Stefano di Prato. L’ente ha stretto un patto con la onlus Spes Docet, finalizzato all’acquisto diretto di macchinari e presidi ospedalieri utili a fronteggiare la possibile evoluzione del contagio da Covid -19 nel nostro territorio. Spes Docet è infatti impegnata in una importante raccolta fondi a favore dell’ospedale di Prato che ha visto la disponibilità concreta di un bel gruppo di imprenditori che hanno già raccolto 400 mila euro destinati all’acquisto di macchinari diagnostici per supportare la terapia intensiva.
Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Franco Bini, lancia l’appello per una ulteriore mobilitazione da parte di tutti coloro che possono dare una mano. “Adesso è il momento dei fatti, le parole servono davvero a poco --afferma Bini – Del resto i pratesi nel momento della difficoltà riescono sempre a dare il meglio, ora ognuno di noi deve fare la sua parte: oltre a contribuire con comportamenti rigorosi al contenimento del virus, può impegnarsi a sostenere il nostro ospedale. Siamo riusciti a uscire da tante difficoltà e da tante crisi, se sappiamo aiutarci reciprocamente ce la faremo”.
Spes Docet è nata una ventina di anni fa per reperire fondi e sostenere strutture mediche, assistenziali o di ricerca, prevalentemente sempre a favore dei bambini. Stavolta l’impegno è nato dalla determinazione di un gruppo di imprenditori e la sottoscrizione è partita il 9 marzo spontaneamente. I bonifici vanno fatti a favore di Spes Docet con la causale 'Imprenditori attivi per l’Ospedale di Prato - Emergenza coronavirus. Ecco l’Iban del conto su cui versare IT10 S030 4302 8000 0957 0000 164.
Un comitato di garanzia formato da un gruppo di imprenditori e dal presidente di Spes Docet ha stabilito un rapporto diretto con la Direzione Generale di Usl Toscana Centro per concordare quali sono le necessità e poi provvedere agli acquisti direttamente bypassando l’allungamento dei tempi legato all’ procedure di gara.
Da Spes Docet arriva la sollecitazione ad effettuare la donazione il prima possibile al fine di velocizzare la ricerca dei materiali la cui disponibilità, come è noto, è purtroppo sempre più problematica
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Prato Storia e arte, inattese sorprese nell’ultimo numero
La presentazione mercoledì 5 febbraio alle ore 18.30 a Palazzo Gatti

Prato, 3 febbraio 2020 – L’ultimo numero di Prato Storia e Arte, la rivista che la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato dedica alla valorizzazione della cultura del territorio, riserva anche stavolta alcune inattese sorprese. La pubblicazione verrà presentata mercoledì 5 febbraio, alle 18,30, a Palazzo Gatti, presso la nuova sede della Fondazione in via Cairoli, 23. Interverranno Giampiero Nigro e Daniela Toccafondi, direttore e coordinatrice della rivista, alcuni autori degli articoli e il presidente Franco Bini.
Sono numerosi i temi affrontati con dovizia di particolari del numero 124-125 di Prato Storia e Arte, realizzato anche grazie al sostegno di Palmucci auto.

Dallo straordinario contributo di Leonardo da Vinci all’evoluzione della tessitura al welfare medievale modello Prato raccontato attraverso le insegne araldiche degli antichi spedali della città, dall’avventura di Leonetto ed Elena Tintori a Long Island per salvare un affresco altrimenti destinato alla distruzione all’evoluzione recente dei Conservatori della Toscana a partire da San Niccolò.
Prato Storia e Arte ricostruisce anche le vicende di due artisti dalle solide radici nel territorio pratese: Umberto Brunelleschi che partito da Montemurlo diventa a Parigi uno dei grandi protagonisti dell’Art Deco e Amighetto Amighetti, figlio di poggesi, interprete raffinato e sensibile della pittura dei primi decenni del Novecento tra Liguria e Toscana.

Il numero contiene un suggestivo articolo di Umberto Cecchi dal titolo a Figline l’inferno degli Etruschi brucia ancora. Gli interventi sono di Alessandro Savorelli, Vieri Favini, Colin Eisler, Daniela Degl’Innocenti, Riccardo Spinelli, Niccolò Lucarelli, Mauro Giovannelli, Alessia Cecconi, Claudio Cerretelli, Laura Pini e Loretta Baldassar.
La presentazione si tiene nella nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio che da dicembre ha fatto ritorno nel centro della città, al primo piano dello storico palazzo Gatti che si affaccia sulla piazzetta Buonamici.

Fondazione, contributi per 900 mila euro. Via al bando
Bini: “Attenzione nel segno di un sostegno concreto”
Richieste on line entro il 28 febbraio, necessario accreditarsi entro il 20

Prato, 29 gennaio 2020 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato lancia il bando 2020 per l’assegnazione dei contributi destinati ad associazioni, istituzioni ed enti. Il bando, che mette a disposizione anche quest’anno 900 mila euro, sarà in pubblicazione sul sito della Fondazione a partire da sabato 1 febbraio.

“L’impegno della Fondazione per la comunità locale prosegue nel segno di un’attenzione che guarda al sostegno concreto ma anche a un accompagnamento, attraverso iniziative specifiche per il reperimento di risorse diverse- sottolinea il presidente Franco Bini - Il Consiglio di Indirizzo senza incertezze ha deciso di mettere a disposizione anche quest’anno una cifra importante che contribuisce a dare forza a realtà che, in diversi ambiti, hanno un ruolo decisivo per il bene della città e per la sua ricchezza che non è soltanto di carattere economico”.

Gli impegni più rilevanti assunti dalla Fondazione contribuiscono, in alcuni casi in maniera fondamentale, allo svolgimento dell’attività delle istituzioni culturali e di solidarietà locale. La Fondazione, come prevede il suo Statuto, interviene con l’assegnazione di benefici economici in settori di primaria importanza: educazione, istruzione e formazione; arte, attività e beni culturali; volontariato, filantropia e beneficienza.

Il bando 2020 prevede che le richieste di contributo vengano presentate esclusivamente on line, entro e non oltre le ore 12 di venerdì 28 febbraio, collegandosi al sito della Fondazione www.fondazionecrprato.it. Come ogni anno sarà necessario, per chi accede la prima volta al bando, provvedere all’accreditamento sempre on line attraverso il sito. L’accreditamento potrà essere effettuato entro e non oltre le ore 12 di giovedì 20 febbraio 2020 collegandosi all’apposita procedura dal link apposito del sito.

Nella formulazione del progetto e nella richiesta di contributo è bene tenere conto che, sulla base del regolamento, nel caso in cui il rendiconto indichi spese inferiori a quelle previste nella richiesta iniziale l’erogazione viene rimodulata.

L’attività della Fondazione continua ad essere prioritaria sul fronte del sostegno all’istruzione, alla formazione e alle attività culturali ma anche in accompagnamento alle attività sociali.  A supporto delle iniziative della comunità locale la Fondazione Cassa di Risparmio ha destinato circa 2 milioni e 700 mila di euro in tre anni: 900 mila euro per il 2020, altrettanti nel 2019, circa 870 mila nel 2018. Un risultato non certo scontato vista l’assenza di dividendi da partecipazioni bancarie e per l’incertezza assoluta di entrate legate a interessi del patrimonio finanziario.

Nel 2019 circa 367 mila euro sono andati a enti e soggetti che si occupano di istruzione; 310 mila per progetti connessi a beni e attività artistiche e culturali; altri 206 mila euro per iniziative di volontariato e solidarietà sociale.

La Fondazione non è impegnata soltanto all’erogazione di contributi, dallo scorso anno ha inaugurato una vera e propria strategia di accompagnamento delle associazioni e degli enti del terzo settore per l’acquisizione di strumenti innovativi che consentano di attingere a fondi e risorse. In collaborazione con il PIN è stato organizzato un corso per presentare progetti che si candidano all’utilizzo dei fondi di bandi regionali, nazionali ed europei, mentre oltre quaranta realtà hanno partecipato nel gennaio 2019 al progetto di formazione Crowdfunding il futuro si fa in tanti.

Uffici in quello che è stato lo spazio di rappresentanza della Prefettura
La Fondazione in centro, ieri inaugurata la sede
Cerretelli svela i segreti di Palazzo Gatti, in primavera aperture ai cittadini

Prato, 18 dicembre 2019 - Una scelta per la città, per dare valore al centro storico. Così il presidente Franco Bini ha spiegato ieri pomeriggio nel corso della cerimonia di inaugurazione la scelta della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato di tornare ad avere la sua sede in centro, al primo piano di Palazzo Gatti in via Cairoli, negli spazi che sono stati a lungo l’appartamento di rappresentanza della Prefettura.  Con numerosi soci e consiglieri sono intervenuti il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla, e il vescovo Giovanni Nerbini che ha benedetto gli uffici.

“La scelta di tornare in centro è dettata dalla volontà di stare accanto alla città e alle sue istituzioni, contribuendo alla vitalità del centro – ha messo in evidenza Bini – Ci eravamo allontanati in periferia, abbandonando Palazzo Alberti nel momento in cui la Popolare di Vicenza ha tradito risparmiatori e Fondazione. Ora siamo tornati, inizia una nuova fase”.

In qualche modo il palazzo viene restituito anche ai cittadini. Nelle prossime settimane sarà sede della presentazione dell’ultimo numero della rivista Prato Storia e Arte, mentre a primavera si sta già pensando a promuovere alcune giornate di apertura e visita speciali.

A svelare i segreti di Palazzo Gatti appartenuto a potenti famiglie pratesi e fiorentine - è stato l’architetto Claudio Cerretelli, storico dell’arte ma anche consigliere della Fondazione. “Il palazzetto fu creato tra il Quattrocento e il Cinquecento unificando edifici preesistenti - ha spiegato - nel Seicento ci vissero i Bocchineri, ricca famiglia pratese che prende il nome da Bartolomeo, un celebre capitano di ventura noto come il Boccanera”.

Sul finire del Settecento il palazzo passa alla famiglia Pazzi di Firenze, non si sa se per acquisto o per eredità. Nel 1916, infine, diventa proprietà dei Gatti a cui appartiene anche oggi. Il piano nobile, dove ha sede la Fondazione, è caratterizzato da eleganti stucchi e da dipinti a tempera di Stefano Catani. Ancora ben conservata la cappella privata del palazzo. Sull’altare l’immagine di Maria Maddalena dei Pazzi, la carmelitana santa che, bambina, probabilmente trascorse le sue estati nella villa di famiglia a Montemurlo.

Fondazione, 3 milioni di risorse e strumenti innovativi
Il presidente Bini tira le somme del 2019 e presenta i progetti per il 2020. Nuovi soci e maggiore apertura alla città, la scelta di tornare in centro

Prato, 12 dicembre 2019 - Oltre 3 milioni di euro in tre anni per dare sostegno ai progetti della comunità locale nei settori della cultura, dell’istruzione e della solidarietà; la scelta decisa di offrire strumenti innovativi ad associazioni e realtà del non profit per attrarre risorse; l’impegno per avviare una riforma statutaria che apre ulteriormente la Fondazione alla città; la nuova sede in Palazzo Gatti per valorizzare il centro storico. Mentre si chiude il 2019 il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Franco Bini, nella nuova sede di via Cairoli ha presentato il bilancio dei suoi diciotto mesi alla guida dell’ente e illustrato i progetti per il futuro. Tre le parole d’ordine messe in evidenza dal presidente: stabilità delle risorse per il sostegno alla comunità locale, coerenza nelle scelte prioritarie di assegnazione, innovazione nella ricerca di nuove opportunità per il territorio.

Il supporto ai progetti della comunità locale - A supporto delle iniziative della comunità locale la Fondazione Cassa di Risparmio ha destinato circa 2 milioni e 700 mila di euro in tre anni: 900 mila euro per il 2020, altrettanti nel 2019, circa 870 mila nel 2018. Un risultato non certo scontato vista l’assenza di dividendi da partecipazioni bancarie e per l’incertezza assoluta di entrate legate a interessi del patrimonio finanziario che al 30 settembre scorso era di 77,21 milioni idi euro.

I contributi vengono assegnati sul fronte dell’istruzione, dei beni culturali, del volontariato e della beneficienza. Nel 2019 circa 367 mila euro sono andati a enti e soggetti che si occupano di istruzione; 310 mila per progetti connessi a beni e attività artistiche e culturali; altri 206 mila euro per iniziative di volontariato e solidarietà sociale.

Gli impegni più rilevanti assunti dalla Fondazione contribuiscono, in alcuni casi in maniera fondamentale, allo svolgimento dell’attività delle istituzioni culturali e di solidarietà locale. Nel 2019 al Pin sono stati destinati 114 mila euro, alla Camerata strumentale 110 mila, all’ Emporio della solidarietà 70 mila, alla Fondazione Datini 70 mila, al Museo del Tessuto 65 mila, alla Biblioteca Roncioniana 80 mila, alla Diocesi di Prato per il restauro dei beni culturali parrocchiali 104 mila, altri 105 mila euro vanno al Comune per l’emergenza abitativa, al Teatro Metastasio e al Centro Pecci (biblioteca). Ci sono poi 143.500 euro per progetti (38) di altri enti e associazioni.

Nel mese di febbraio verrà aperto il bando per i progetti che si candidano all’assegnazione di una parte delle risorse stanziate per il 2020.

L’impegno per l’housing sociale - Sono stati impegnati 500 mila euro sul fronte investimenti per il progetto di housing sociale del piano di lottizzazione di Gello. Sottoscrivendo le quote del Fondo housing toscano (saranno circa 2 milioni in tutto) la Fondazione garantisce l’intervento della Cassa depositi e prestiti.

Un accompagnamento innovativo per reperire risorse - La Fondazione non pensa soltanto all’erogazione di contributi, da quest’anno ha inaugurato una vera e propria strategia di accompagnamento delle associazioni e degli enti del terzo settore per l’acquisizione di strumenti innovativi che consentano di attingere a fondi e risorse. In collaborazione con il Pin il mese scorso è stato organizzato un corso per fornire tutte le informazioni che servono per presentare progetti che si candidano all’utilizzo dei fondi di bandi ragionali, nazionale ed europei. Oltre quaranta realtà hanno partecipato nel gennaio scorso al progetto di formazione Crowdfunding il futuro si fa in tanti. Già tre i progetti che si sono concretizzati. Hanno avuto successo la raccolta fondi dell’associazione Pratocultura per la riapertura del Museo di San Domenico e l’iniziativa della Camerata Strumentale per la Casa dei suoni e la realizzazione della nuova camera acustica. È in corso la campagna del Museo del Tessuto per il restauro degli abiti di scena indossati da Iva Pacetti -Turandot alla prima della Scala del 1926.

Una Fondazione aperta alla città - Una Fondazione sempre più aperta alla comunità locale, specchio di una città operosa in tanti e diversi settori. Con questo spirito si è lavorato nel corso del 2019 alle prime modifiche dello Statuto. Nell’ottobre scorso sono stati nominati nove nuovi soci, utilizzando per la prima volta il nuovo sistema di elezione con la maggioranza semplice dei votanti, come previsto dalle modifiche dell’articolo 22 finalizzate a garantire maggiore efficacia d’azione.

La scelta di tornare nel centro storico - Verrà inaugurata martedì prossimo, 17 dicembre, la nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio che ha deciso di tornare nel cuore della città per valorizzare il centro storico. Gli uffici occupano il primo piano di palazzo Gatti che si affaccia sulla piazzetta Buonamici, edificio storico appartenuto ai Bocchineri e passato nell’Ottocento ai Pazzi.

Una nuova porta d’ingresso per Prato - Nei piani della Fondazione Cassa di Risparmio c’è il progetto di realizzare una nuova porta simbolica di accesso alla città, un’opera d’arte contemporanea che potrebbe trovare collocazione alla rotonda che si trova subito dopo l’uscita autostradale di Prato Ovest. Sono già in corso contatti con l’amministrazione comunale e con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Del resto è stata proprio la Fondazione a sostenere, dieci anni fa, la realizzazione di Tempo dell’artista Dani Karavan all’uscita autostradale di Calenzano, un’altra porta simbolica di accesso all’area pratese.

 

Iniziativa affidata agli esperti del PIN, invito a cento associazioni
Corso per imparare a pescare fondi comunitari
Iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio, dal bando al progetto

Prato, 7 novembre 2019 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato promuove un corso per insegnare a pescare fondi comunitari. L’iniziativa, affidata al PIN, si svolge in due tappe, previste per lunedì 18 novembre e venerdì 29 novembre (sempre dalle 15 alle 18) ed è rivolta ad associazioni ed enti del Terzo settore. Un primo invito è già stato inviato a cento associazioni, beneficiarie di contributi da parte della Fondazione. La partecipazione comunque è aperta, basta registrarsi tramite modulo online su www.arcolab.org/corso-progettazione entro mercoledì 13 novembre.

“Per la Fondazione è un modo innovativo per sostenere associazioni ed enti del Terzo settore, una risorsa fondamentale per la nostra comunità. In questo modo mettiamo a disposizione una sorta di cassetta degli attrezzi che contiene i consigli base e gli strumenti fondamentali per rispondere con successo ai bandi che mettono a disposizione risorse dell’Unione europea”, mette in evidenza Franco Bini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Insomma si tratta di guidare le associazioni dalla lettura del bando alla progettazione di una proposta che permetta di rispondere con successo alle opportunità che arrivano. Il corso è organizzato da Arco Lab, il centro universitario del Pin che si occupa di formazione, oltre che di ricerca e consulenza in collaborazione con ValueDo, società specializzata in europrogettazione.

La Fondazione ha già sperimentato iniziative di questo genere. Nel gennaio scorso ha lanciato il progetto Crowdfunding il futuro si fa in tanti, affidando ad Eppela, la prima piattaforma italiana di crowdfunding reward based, lo svolgimento di un corso di formazione rivolto ad associazioni e istituzioni non profit del territorio. Hanno partecipato una quarantina di realtà e si sono già concretizzati tre progetti. Ha avuto un grande successo la raccolta fondi dell’associazione Pratocultura per la riapertura del Museo di San Domenico e l’acquisto delle teche necessarie; è andata alla grande anche l’iniziativa della Camerata Strumentale per la Casa dei suoni e la realizzazione della nuova camera acustica. Intanto il Museo del Tessuto ha aperto una campagna per il restauro degli abiti della Turandot indossati da Iva Pacetti alla prima della Scala del 1926.

Il 18 novembre si partirà dall'analisi di un bando reale per spiegare gli strumenti di programmazione. L'obiettivo è di scoprire cosa si nasconde dietro le parole chiave presenti nel bando e approfondire gli elementi comuni ad ogni tipo di bando, come ad esempio gli obiettivi generali e specifici, i massimali di finanziamento o le voci di spesa. Il secondo modulo, il 29 novembre, si concentrerà invece sulle tecniche per la definizione di un'idea di progetto e sulle metodologie di progettazione. In questo modulo è previsto anche un laboratorio che consentirà ai partecipanti di imparare a scrivere un progetto.

 

Per la prima volta è stato utilizzato il sistema di elezione con la maggioranza semplice
L’assemblea della Fondazione ha eletto nove nuovi soci
Sono stati confermati per il secondo mandato Cavicchi, Marchi e Santi

Prato, 7 ottobre 2019 - L’assemblea della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha eletto oggi pomeriggio nove nuovi soci. Si tratta di Alberto Batisti, Andrea Belli, Marco Ciatti, Pietro De Maria, Anna Giannerini, Roberto Macrì, don Luciano Pelagatti, Elena Pieralli, Maurizio Sarti. Sono stati confermati per il secondo mandato Andrea Cavicchi, Mario Assuero Marchi, Giovanni Santi. Per la prima volta è stato utilizzato il nuovo sistema di elezione con la maggioranza semplice dei votanti, come previsto dalle modifiche dell’articolo 22 dello Statuto apportate per garantire maggiore efficacia all’azione dell’ente (hanno recentemente ottenuto il via libera del ministero dell’Economia e Finanze).
Alla votazione si è arrivati dopo una impegnativa fase istruttoria che ha visto al lavoro il consiglio di indirizzo e la stessa assemblea dei soci che può indicare nuovi componenti segnandoli per scritto al consiglio di indirizzo. Sono stati individuati una serie di profili dei settori della cultura, del terzo settore, dell’imprenditoria e delle professioni che questa sera sono stati presentati all’assemblea che si è svolta nei locali della Camera di commercio.

Lo Statuto della Fondazione prevede che il numero massimo dei soci sia 120 (84 nominati dall’assemblea e 36 designati dagli enti del territorio). Prima di stasera i soci erano 93 (60 di elezione assembleare – di questi 10 donne e 50 uomini con un’età media di 72 anni) e 33 indicati dagli enti.  “L’elezione di nuovi soci è positiva ed è un segnale di apertura della Fondazione alla città - ha commentato il presidente Franco Bini - Mi congratulo con chi è stato eletto. Si tratta di persone che daranno un buon contributo al lavoro comune”. “L’assemblea della Fondazione Cassa di risparmio di Prato deve essere lo specchio di una comunità e di una città operosa in tanti e diversi settori. - ha affermato Bini aprendo l’assemblea- questa sera siamo chiamati a rendere la nostra assemblea più ricca ed efficace, eleggendo donne e uomini che possono portare il loro contributo di competenze e umanità”. Al voto non hanno partecipato, come da Statuto, i soggetti facenti parte del consiglio di amministrazione e del consiglio di indirizzo. Hanno votato 40 soci. Il consiglio, nella fase istruttoria, aveva indicato una serie di criteri di selezione individuati in un’ottica di rinnovamento dell’assemblea: rappresentatività ed esperienza; equilibrio di genere; età e ricambio generazionale; equilibrio per ambiti di impegno e professioni. I principi generali per l’elezione dei soci della Fondazione sono fissati dall’articolo 11 dello Statuto.

Alberto Batisti
Pratese, insegna Storia della musica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. È il direttore artistico della Camerata Strumentale “Città di Prato” e di “Rete To­scana Classica”. È stato critico musicale di Paese sera e di Repubblica, direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa, degli Amici della Musica di Perugia e della Sagra Musicale Umbra. Ha fondato il Premio di Composi­zione Sacra «Siciliani» con il Pontificio Consiglio della Cultura.

Andrea Belli
Nato a Prato nel 1949, ha creato la propria azienda nel 1993 ed ancora oggi la sta gestendo con dedizione e propensione all’innovazione. È stato presidente provinciale di Confartigianato Imprese di Prato e ha presieduto l’Associazione Nazionale dei Tessili di Confartigianato Imprese. Nel 2018 gli è stata è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

Marco Ciatti
Nato a Prato, laureato in Storia dell’Arte nel 1977. So­printendente dell’Opificio delle Pietre Dure dal 2012 dove ha diretto i lavori di restauro su molti importanti capolavori. Dal 1998 è docente a contratto presso varie Università. Autore di oltre 400 pubblicazioni e di numerose conferenze sul restauro presso istituzioni culturali internazionali.

Pietro De Maria
Premio della Critica al Concorso Tchaikovsky di Mo­sca nel 1990, Primo Premio al Concorso Dino Ciani Teatro La Scala (1990) e al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel 1997 è Premio Mendelssohn ad Amburgo. Primo pianista italiano ad aver eseguito e inciso per DECCA l’opera omnia di Chopin, è Accademico di Santa Ce­cilia e docente al Mozarteum di Salisburgo.

Anna Giannerini
Vive a Prato ed è madre di due figli. Diplomata al Liceo Classico, si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Firenze con una tesi in Diritto romano. Esercita la professione di avvocato, nell’ambito de diritto civile e amministrativo, con studio a Prato e a Bologna. Consigliere e tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Prato dal 2010 al 2019.

Roberto Macrì
Nato a Prato nel 1961. È sposato e ha quattro figli. Formato nell’associazionismo cattolico e nel volontariato sociale e civile. Bancario dal 1981 si impegna nella CISL fino a diventarne segretario regionale. Dal 2006 è presidente della Fondazione Opera Santa Rita. Cooperatore vicepresidente di Coop 22, presiede una società sportiva ed è consigliere della Fondazione Parsec.

Luciano Pelagatti
È parroco e canonico capitolare della Cattedrale di Santo Stefano. E’ un profondo conoscitore delle tra­dizioni liturgiche e del patrimonio artistico e culturale del duomo. Gestisce le esigenze della cattedrale dal punto di vista liturgico, logistico e organizzativo.

Elena Pieralli
Nata a Prato nel 1964, si è diplomata al Liceo Classico Cicognini e ha frequentato la facoltà di Giurispruden­za. Dal 2002 fa parte del gruppo dei volontari dell’As­sociazione Giorgio La Pira, che gestisce la mensa e il dormitorio. Ha fatto parte del consiglio direttivo e dal 2010 ne è presidente. Questi anni passati all’interno dell’associazione le hanno dato la possibilità di cono­scere da vicino persone e una parte significativa della città di Prato.

Maurizio Sarti
Nato a Prato nel 1970, è sposato con due figli. Si è diplomato come perito tessile all’ITIS Buzzi ed è laureato in Economia e commercio. Sovrintende l’area commerciale e organizzativa del Lanificio Faliero Sarti, storica azienda fondata dal nonno nel 1949. Dal 2012 al 2015 è stato presidente di Pratofutura, dal 2018 è presidente di PratoTrade.

 

Fondazione, cambia lo Statuto per aumentare l’efficacia. Ieri confronto in assemblea, circa 900 mila euro i contributi assegnati

Prato, 3 luglio 2019 La Fondazione Cassa di risparmio di Prato va verso la modifica di alcuni articoli del suo Statuto per garantire una maggiore efficacia d’azione. Ieri pomeriggio, nel corso dell’assemblea che si è svolta alla Camera di Commercio, il presidente Franco Bini ha presentato le ipotesi in campo, aprendo il confronto tra i soci. Toccherà al Consiglio di Indirizzo, nei prossimi giorni, trovare una sintesi e sottoporla al parere del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Intanto la Fondazione conferma come priorità il sostegno alla comunità locale. Ammontano a circa 900 mila euro i contributi assegnati quest’anno sul fronte dell’istruzione, dei beni culturali, del volontariato e della beneficienza. Nello specifico circa 367 mila euro vanno a enti e soggetti che si occupano di istruzione; 310 mila per progetti connessi a beni e attività artistiche e culturali; altri 206 mila euro per iniziative di volontariato e solidarietà sociale.

Gli impegni più rilevanti assunti dalla Fondazione contribuiscono, in alcuni casi in maniera fondamentale, allo svolgimento dell’attività delle istituzioni culturali e di solidarietà locale. Al Pin sono destinati 114 mila euro, alla Camerata strumentale 110 mila, all’ Emporio della solidarietà 70 mila, alla Fondazione Datini 70 mila, al Museo del Tessuto 65 mila, alla Biblioteca Roncioniana 80 mila, alla Diocesi di Prato per il restauro dei beni culturali parrocchiali 104 mila, altri 105 mila euro vanno al Comune per l’emergenza abitativa, al Teatro Metastasio e al Centro Pecci (biblioteca). Ci sono poi 143.500 euro per progetti (38) di altri enti e associazioni.

“La scelta di andare alla modifica dello Statuto è condivisa perché va nella direzione di garantire maggiore efficacia d’azione. C’è stato un confronto necessario e positivo che ha visto, come era naturale fosse, posizioni articolate e pareri diversi – sottolinea il presidente Bini – il consiglio di indirizzo è la sede della stesura di un’ipotesi definitiva che terrà conto dei contributi e delle indicazioni venute dall’assemblea”. Le modifiche, che mirano a migliorare il funzionamento dell’assemblea e ad aumentare la partecipazione dei soci, prevedono interventi sull’articolo 22 dello Statuto, dove sono stabiliti i quorum per le delibere dell’assemblea: per la nomina dei soci si profila il passaggio dai 2/3 alla maggioranza semplice, mentre per il Consiglio di Indirizzo resta il quorum dei 2/3 per le prime due votazioni per passare in sede di successive votazioni alla maggioranza semplice. Variazione in vista anche per l’articolo 15 che stabilisce la decadenza dei soci in caso di ripetuta assenza.

Lo Statuto della Fondazione fissa a 120 il numero massimo di soci (84 eletti dall’assemblea e 36 indicati da enti locali, organismi economico-professionali e istituzioni culturali). In questo momento i soci in carica sono in tutto 95: 62 quelli eletti dall’assemblea e 33 quelli indicati da enti e altri soggetti.

L’attività della Fondazione non si ferma all’erogazione dei contributi. Ieri pomeriggio il presidente Bini ha ricordato l’impegno di 2 milioni di euro per sottoscrivere quote del Fondo Housing Toscano. Questa azione ha costituito la condizione per l’intervento della Cassa depositi e prestiti, in via di Gello, di 72 alloggi destinati all’affitto a canone calmierato. Un progetto che vede protagonista anche il Comune di Prato.

C’è poi la formazione al crowdfunding che rappresenta una nuova forma di intervento a sostegno dello sviluppo della comunità locale. Circa 40 realtà, tra associazioni non profit e istituzioni, hanno partecipato nel gennaio scorso all’iniziativa Crowdfunding il futuro si fa in tanti, promossa in collaborazione con Eppela, piattaforma italiana di crowdfunding. L’esperienza, che verrà ripetuta, ha già dato risultati importanti come la campagna appena conclusa per l’allestimento del Museo di San Domenico.

 

Al via il bando dei contributi: ci sono 900 mila euro. Bini: “A disposizione una quota importante di risorse”. Richieste online entro il 28 febbraio, necessario accreditarsi entro il 25.

Prato, 5 febbraio 2019 - La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha messo in pubblicazione sul proprio sito il bando 2019 per la richiesta dei contributi. A disposizione di associazioni. istituzioni ed enti pratesi ci sono 900 mila euro.

“Si tratta di una quota di risorse importante - sottolinea il presidente Franco Bini - Il Consiglio di indirizzo della Fondazione ha deciso di mettere a disposizione anche quest’anno una cifra rilevante, nonostante le difficoltà, per dare sostegno alla comunità locale in un momento che è ancora molto complicato. Non ci siamo sottratti alle responsabilità: è in tempo di crisi che si debbono avere attenzioni speciali”.

Possono essere presentati progetti in diversi settori: educazione, istruzione e formazione; arte, attività e beni culturali; volontariato, filantropia e beneficienza. Le richieste di contributo devono essere presentate esclusivamente on line, entro e non oltre le ore 12 di giovedì 28 febbraio 2019, collegandosi al sito della Fondazione www.fondazionecrprato.it. Prima dell’invio occorre accreditarsi, sempre on line attraverso il sito. L’accreditamento potrà essere effettuato entro e non oltre le ore 12 di lunedì 25 febbraio 2019 collegandosi al sito. Si ricorda che, sulla base del regolamento per i contributi, nel caso in cui il rendiconto indichi spese inferiori a quelle previste nella richiesta iniziale l’erogazione viene rimodulata.

L’attività della Fondazione continua ad essere prioritaria sul fronte del sostegno all’istruzione, alla formazione e alle attività culturali ma anche in accompagnamento alle attività sociali.  Negli ultimi cinque esercizi sono stati erogati oltre 7 milioni e 600 mila euro. Quasi 3 milioni e 200 mila per educazione, istruzione e formazione; oltre 2 milioni e mezzo per arte, attività e beni culturali; più di 1 milione e 800 mila per volontariato e attività sociali.

 

Nella villa liberty spuntano i segreti dell’azienda Borsini. Il curioso racconto dell’inatteso ritrovamento nella rivista Prato Storia e Arte

Prato, 31 gennaio 2019 – Nel corso dei lavori di sistemazione che stanno interessando l’imponente villa liberty che si trova al numero 120 di via Ferrucci è venuto alla luce un tesoro davvero inatteso. Una sorpresa per gli stessi proprietari dell’immobile. Si tratta di circa 200 volumi che costituiscono quello che resta dell’archivio dei libri contabili della Fabbrica Borsini, stearineria e saponeria - che sorgeva proprio a ridosso della villa - attiva a Prato dalla metà dell’Ottocento e fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Il curioso racconto del ritrovamento è stato illustrato da Lorenzo Del Panta, già docente di Demografia a Bologna e discendente dei Borsini da parte di madre, insieme a Giampiero Nigro, nel corso della presentazione dell’ultimo numero di Prato Storia e Arte, la rivista della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che si è svolta martedì sera all’Oratorio della Compagnia di San Sebastiano in piazza San Domenico. Con il presidente della Fondazione, Franco Bini, anche un numeroso pubblico che, grazie all’esecuzione del maestro Gabriele Giacomelli, ha potuto ascoltare anche la voce del restaurato organo ottocentesco dell’Oratorio.

E Prato Storia e Arte, come ha sottolineato il suo direttore Giampiero Nigro - anche attraverso storie come quella della Fabbrica Borsini – continua a essere impegnata “per far comprendere l’anima di questa città”.  “Oggi c’è bisogno di rafforzare l’idea che noi abbiamo della nostra storia e della nostra identità culturale - afferma Nigro - In un mondo in cui i processi di immigrazione e la multietnicità sono diffusi dobbiamo essere aperti, responsabili nei confronti degli altri che arrivano e al tempo stesso avere anche consapevolezza di noi stessi”.

Ma torniamo ai segreti dell’Archivio della Fabbrica Borsini che la famiglia ha di recente consegnato all’Istituto internazionale di Storia economica Datini. Nella seconda metà dell’Ottocento - racconta Lorenzo Del Panta - l’azienda, grazie alla grande capacità manageriale di Pietro Borsini, diventerà una delle più importanti in Italia nel settore della produzione di candele, saponi, stearina, oleina e glicerina. I libri di contabilità dell’azienda (Giornali del dare e avere, Mastri Debitori e creditori, Uscita ed entrata merci), che coprono un lungo arco temporale che va dal 1898 al 1942, raccontano di un’impresa con attività commerciale in tutta Italia (17 regioni e 65 province) che gestisce una rete capillare di vendita e che raggiunge anche l’estero. Ben presto la vendita di stearina, glicerina e oleina diventa prevalente rispetto a quella delle candele e dei saponi. La glicerina viene inviata ad alcune tra le più importanti industrie chimiche italiane, mentre importanti quantitativi di oleina vengono richiesti da aziende tessili in grande espansione come la Kossler Mayer & Klinger (Fabbricone), la Brunetto Calamai e la Alceste Cangioli, tanto per citarne alcune. La Borsini accompagna la grande evoluzione del distretto tessile fino alla metà degli anni Cinquanta quando Mario Borsini fa una scelta di campo e avvia l’attività laniera. Di questi giorni la notizia del ritrovamento dell’archivio.

Il numero 123 di Prato storia e arte contiene contributi di Elisabetta Guerrieri, Daniela Degl’Innocenti, Claudio Cerretelli, Niccolò Lucarelli, Gabriele Giacomelli, Lorenzo del Panta, Annalisa Marchi, Alessandro Affortunati e Patricia Kinsella. Suggestivi gli argomenti trattati: dal carteggio tra Giovanni Gherardi e Francesco di Marco Datini che restituisce un vivace spaccato della vita di fine Trecento tra Firenze Prato  alle singolari note sui colori dei pannilani  contenute in alcune lettere del Fondo Datini; dalle curiosità contenute nei registri tre-quattrocenteschi dell’albergo Stella di cui era proprietario un originale personaggio   come Ferro di Cambio all’esperienza della Grande Guerra di Alessandro Suckert, fratello maggiore di Curzio Malaparte; dalle vicende della famiglia Borsini alle vacanze della contessa Enrichetta Sperling e della buona borghesia inglese a Montepiano  fino ai “giornali di fabbrica”, pubblicati a Prato negli anni Cinquanta del ‘900.

Della redazione fanno parte Valerio Barberis, Umberto Cecchi, Claudio Cerretelli, Daniela Degl’Innocenti, Gabriele Giacomelli, Giampiero Nigro, Francesco Santi e Daniela Toccafondi. La stampa è curata dallo Stabilimento grafico Rindi.

 

Prato Storia e Arte, martedì 29 gennaio alle 21 la presentazione. Eccezionale apertura dell’Oratorio di San Sebastiano e concerto di Giacomelli

Prato, 26 gennaio 2019 - L’eccezionale apertura al pubblico dell’Oratorio di San Sebastiano, in piazza San Domenico, caratterizza la presentazione del numero 123 di Prato storia e arte, la rivista della Fondazione Cassa di risparmio di Prato. L’appuntamento è per martedì 29 gennaio, alle ore 21, nel suggestivo spazio dove aveva la sua sede la Compagnia di San Sebastiano. Ad accogliere il pubblico ci sarà anche il maestro Gabriele Giacomelli che eseguirà alcuni brani al prezioso organo ottocentesco, rimasto muto per decenni e recentemente restaurato grazie al contributo della stessa Fondazione.

Sarà il professor Giampiero Nigro, direttore della rivista, a presentarne i contenuti. Come sempre Prato storia e arte è piena di sorprese: dal carteggio tra Giovanni Gherardi e Francesco di Marco Datini che restituisce un vivace spaccato della vita di fine Trecento tra Firenze Prato  alle singolari note sui colori dei pannilani  contenute in alcune lettere del Fondo Datini; dalle curiosità contenute nei registri tre-quattrocenteschi dell’albergo Stella di cui era proprietario un originale personaggio   come Ferro di Cambio all’esperienza della Grande Guerra di Alessandro Suckert, fratello maggiore di Curzio Malaparte; dalle vicende della famiglia Borsini e della sua storica fabbrica di candele e saponi rimasta attiva fino agli anni Cinquanta alle vacanze della contessa Enrichetta Sperling e della buona borghesia inglese a Montepiano  fino ai “giornali di fabbrica”, pubblicati a Prato negli anni Cinquanta del ‘900.

La rivista contiene contributi di Elisabetta Guerrieri, Daniela Degl’Innocenti, Claudio Cerretelli, Niccolò Lucarelli, Gabriele Giacomelli, Lorenzo del Panta, Annalisa Marchi, Alessandro Affortunati e Patricia Kinsella.

Della redazione fanno parte Valerio Barberis, Umberto Cecchi, Claudio Cerretelli, Daniela Degl’Innocenti, Gabrilee Giacomelli, Giampiero Nigro, Francesco Santi e Daniela Toccafondi. La stampa è curata dallo Stabilimento grafico Rindi.

 

Il crowdfunding piace, presenti 40 realtà e 80 persone. La Fondazione: Ora preparate progetti per la sperimentazione

Prato, 25 gennaio 2019 - Circa 40 realtà, tra associazioni non profit e istituzioni, rappresentate da ottanta persone, hanno partecipato mercoledì al Museo del Tessuto all’iniziativa Crowdfunding il futuro si fa in tanti, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Tante domande e grande l’interesse degli intervenuti per le opportunità illustrate dallo staff di Eppela prima piattaforma italiana di crowdfunding rewardbased, a cui la Fondazione ha affidato il compito di far conoscere questo strumento. All’iniziativa erano invitate associazioni e istituzioni non profit del territorio attive sui fronti dell’istruzione e della formazione, della cultura e dei beni culturali, del volontariato e della solidarietà.

“Siamo soddisfatti, la qualità della partecipazione ci conferma che la scelta di offrire questa opportunità era giusta - commenta il presidente Franco Bini - Con la tappa di ieri abbiamo messo un tassello importante, adesso invitiamo associazioni e istituzioni a preparare i loro progetti  per poi candidarli alla sperimentazione del crowdfunding”.

“Il crowdfunding - sottolinea Paola D’Agostino di Eppela - si presenta sempre di più come una vera e propria forma di credito complementare, aperto a persone fisiche, persone giuridiche, enti pubblici e privati, enti profit e no profit e siamo molto soddisfatti di come il nostro messaggio è stato recepito dalle associazioni della provincia di Prato. Quello che abbiamo cercato di comunicare è l’importanza di coinvolgere una comunità, perché non è con la sola pubblicazione del progetto in rete che arrivano i contributi”.

Intanto ieri il presidente Bini, presente all’iniziativa con diversi componenti del consiglio di amministrazione, ha annunciato che la Fondazione è pronta ad attivare il consueto bando per i contributi e che le domande potranno essere presentate a partire dai primi giorni di febbraio.

Per saperne di più :   Crowfounding: il futuro si fa in tanti

 

Fondazione: "Crowdfunding, un’opportunità in più". Corso di formazione su misura per associazioni e istituzioni pratesi

Prato, 19 gennaio 2019 - Il crowdfunding non è solo un modo innovativo per cercare fondi da destinare a buone cause ma anche un’opportunità di dare più forza alle persone che, insieme, vogliono realizzare un progetto che è utile alla comunità di cui fanno parte. Proprio per questo la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha promosso e affidato ad  Eppela (*), la prima piattaforma italiana di crowdfunding reward based, lo svolgimento di un corso di formazione rivolto ad associazioni e istituzioni non profit del territorio che elaborano progetti, sostenuti anche dalla stessa Fondazione, nei settori dell’istruzione e della formazione, della cultura e dei beni culturali, del volontariato e della solidarietà.

Crowdfunding il futuro si fa in tanti. E’ questo il titolo del corso che si terrà mercoledì 23 gennaio, dalle 14.30 alle 18.30, presso il Museo del Tessuto. L’invito della Fondazione Cassa di Risparmio è stato esteso a più di settanta soggetti.

“Vogliamo mettere a disposizione uno strumento in più per sostenere l’attività generosa di tante associazioni e istituzioni no profit - spiega Franco Bini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio - Rappresentano un patrimonio fondamentale per la coesione sociale e per lo sviluppo della nostra comunità e meritano molta attenzione, specialmente in questa fase di difficoltà anche sul fronte del reperimento di risorse”.

Al Museo del Tessuto gli esperti di Eppela
illustreranno il crowdfunding reward based
e il suo utilizzo come sistema di raccolta finanziaria. Saranno presentati alcuni esempi pratici di crowdfunding, strategie e case history di successo. “ll crowdfunding è un modo innovativo per dare forza e sostenere i propri progetti - spiegano a Eppela - aiuta persone che hanno idee, e insieme a loro anche le associazioni e le istituzioni del terzo settore di cui queste persone fanno parte, a raggiungere il successo attraverso il web”.

Il crowdfunding reward based consiste nella raccolta di finanziamenti via internet per prodotti o servizi. Per attivare una campagna di crowdfunding occorre creare un progetto, condividerlo con il proprio network e promuoverlo sul web, con lo scopo di ottenere un contributo per la sua realizzazione.

La condivisione e la promozione sulla rete social permettono di autofinanziarsi. “Il progettista entra in contatto con utenti interessati, che si trasformano in una community di sostenitori - aggiungono a Eppela -  in questo modo chi condivide  un progetto può sostenerlo, ricevendo ricompense in cambio di un contributo e permettendo ad associazioni e realtà territoriali di raggiungere i loro obiettivi”. Attraverso la piattaforma Eppela i finanziatori ‘dal basso’ possono contribuire con piccole o grandi cifre ricevendo in cambio una ricompensa (reward) proporzionata all'offerta.

(*) Eppela è  una piattaforma generalista di crowdfunding reward based fondata nel 2011 da Nicola Lencioni. Grazie ai suoi 6.000 progetti finanziati ed a un volume di offerte di 28 milioni di euro, Eppela si posiziona come la più importante piattaforma reward based sul mercato italiano. Eppela offre ai suoi stakeholder un servizio di advisoring completo, seguendo i progettisti con attenzione in ogni fase della campagna, aiutandoli a creare un’identità ed un piano di comunicazione di successo. Grazie al supporto che viene dato dalla piattaforma, il tasso di successo del finanziamento dei progetti arriva al 65%.

 

I ragazzi del Quarto Anno e il loro bel messaggio per la città. Cittadella della Pace prosegue il sostegno alle borse di studio

Prato, 21 dicembre - Un anno di studio, di amicizia e di confronto con ragazzi provenienti da tutta Italia - e dal resto del mondo - poi il ritorno a Prato per restituire alla loro comunità quanto di buono hanno imparato frequentando il Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine, la cittadella della pace in provincia di Arezzo.

Sono otto le ragazze e i ragazzi pratesi che, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Prato, hanno potuto vivere questa esperienza impegnativa ed entusiasmante, nella cittadella fondata dal professor Franco Vaccari, dove giovani provenienti da paesi del mondo in conflitto imparano la difficile arte della convivenza e del rispetto reciproco attraverso la pedagogia del confronto.

Stamani alcuni di loro hanno raccontato la loro avventura e affidato il loro bel messaggio alla città per non rimanere prigionieri dei conflitti e impegnarsi per nuove relazioni tra persone. Presenti Benedetta Bettazzi, Amine Arraga, Benedetta Fanfani, Luisa Guan, Benedetto Mucci, Roberto Jiang e Benedetta Scrima. Con loro il presidente della Fondazione, Franco Bini, i vicepresidenti Gian Marco Piacenti e Stefano Betti, i consiglieri don Marco Pratesi e Luigi Scrima e il segretario generale Paola Spadoni.

“Rondine non è un’utopia, un’esperienza concreta come questa conta più di tante parole – ha detto il presidente Bini – Le testimonianze di questi ragazzi ci dicono che c’è un futuro possibile e migliore per Prato”.

“Rondine ti sbatte in faccia la realtà, ti insegna la forza della diversità e del dialogo e a superare noi stessi per andare oltre la parola nemico e trovare sempre una possibilità nell’altro. A Prato e ai pratesi auguriamo che le diversità vengano sviluppate come grande possibilità per il futuro”, hanno sottolineato i ragazzi di Rondine.

Da quattro anni la Fondazione Cassa di risparmio di Prato sostiene attraverso borse di studio gli studenti delle scuole pratesi che scelgono di seguire il Progetto Quarto Anno Rondine. In queste settimane i protagonisti pratesi del Quarto anno, sono impegnati a diffondere il progetto nelle scuole e a sostenere la ricerca di nuovi candidati per il prossimo anno a Rondine, attraverso incontri nelle scuole. Per partecipare e accedere ai contributi a sostegno degli studenti è necessario iscriversi tramite il bando reperibile nel sitohttp://quartoanno.rondine.org/La preselezione è aperta fino al 7 gennaio 2019. La formalizzazione dell’iscrizione con la documentazione richiesta dovrà pervenire entro il 4 marzo 2019. 

Ma in cosa consiste il progetto? Da qualche anno lo Studentato Internazionale è affiancato al progetto Quarto Anno Liceale d’Eccellenza, una originale opportunità educativa, formativa e di studio, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e rivolta a 30 diciassettenni selezionati da tutte le regioni italiane. I ragazzi frequentano la classe quarta nel borgo di Rondine a fianco dei giovani di tutto il mondo, sperimentano la concretezza dell’intercultura e sono protagonisti di percorso formativo che fornisce loro gli strumenti necessari per sviluppare un progetto di ricaduta sociale una volta tornati nel loro territorio.

Grazie al confronto con gli studenti della World House, ovvero giovani provenienti da luoghi di conflitto di tutto il mondo che hanno scelto di impegnarsi per la costruzione della pace, i diciassettenni riescono infatti a comprendere la complessità della realtà mondiale. Attraverso il “Percorso Ulisse” diventano nuovi cittadini: consapevoli e responsabili, nonché pronti a impattare sulla realtà che li circonda.

Lo scorso 10 dicembre il metodo Rondine è stato presentato alle Nazioni Unite in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione di Diritti dell’Uomo. All’Onu Christine e Gal, una palestinese e una israeliana, hanno presentato Leaders for peace, la campagna globale triennale di Rondine, che contiene la richiesta agli Stati membri delle Nazioni Unite di inserire l’educazione ai diritti umani nei sistemi di istruzione nazionali e di sottrarre una cifra simbolica del proprio bilancio per destinarla a borse di studio per futuri leader di pace.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 24 settembre 2018 
L' assemblea ha eletto don Marco Pratesi. Consiglio di Indirizzo al completo

Il presidente Bini fa il punto su contributi, patrimonio e attività

Prato, 24 settembre - L’assemblea della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, riunitasi oggi pomeriggio presso la Camera di Commercio, ha eletto don Marco Pratesi completando i componenti del Consiglio di Indirizzo. Don Pratesi, canonico della Cattedrale è parroco di Santa Maria del Soccorso, direttore della Scuola diocesana di teologia e bibliotecario della Roncioniana. 

Il Presidente, Franco Bini, nell’intervento che ha aperto l’assemblea ha presentato il quadro dell’azione dell’ente nei confronti della comunità locale e ha fatto il punto sull’erogazione dei contributi, sul patrimonio e sull’attività del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione orientata a rendere più efficace l’azione della Fondazione.

Contributi 2018 - Anche quest’anno l’impegno nei confronti della comunità locale è stato importante. Sono stati deliberati contributi per oltre 1 milione 100 mila euro.

I settori di intervento sono quelli indicati dallo Statuto: 525 mila euro sono impegnati per l’educazione, l’istruzione e la formazione; 337 mila euro in progetti che comprendono arte, attività e beni culturali; altri 240 mila euro nei settori del volontariato, della filantropia e della beneficienza.

Effetto moltiplicatore - Il Presidente ha messo in evidenza che l’impegno della Fondazione nella maggior parte dei casi attiva e si inserisce in un circuito virtuoso. I contributi assegnati infatti svolgono un’azione di moltiplicatore di risorse sul territorio.  

Impegni prioritari - L’attività continua ad essere prioritaria sul fronte del sostegno alla formazione e alle attività culturali ma anche in accompagnamento alle attività sociali.

Negli ultimi cinque esercizi sono stati erogati oltre 7 milioni e 600 mila euro. Quasi 3 milioni e 200 mila per educazione, istruzione e formazione; oltre 2 milioni e mezzo per arte, attività e beni culturali; più di 1 milione e 800 mila per volontariato e attività sociali.

Il patrimonio - Il patrimonio in questo momento ammonta a circa 74 milioni di euro. La criticità sul fronte dei rendimenti condizionerà il bilancio di previsione per il 2019.

Nuove forme di sostegno – A fronte della riduzione delle disponibilità sono state ipotizzate forme di accompagnamento, per i diversi soggetti beneficiari di contributi, che possono concretizzarsi in percorsi formativi ad hoc. L’obiettivo è quello di attivare strumenti che consentano la ricerca e il reperimento di risorse, in particolare mobilitando progetti di fundraising e crowdfunding.

Opportunità di innovazione – Le difficoltà in molti casi possono costituire un’opportunità di cambiamento e di innovazione. In questa ottica la Fondazione sta lavorando per l’aggiornamento dello Statuto che dovrebbe rendere più efficace l’azione dell’ente e semplificare anche le procedure di elezione.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 4 MAGGIO 2018 
Approvazione bilancio 2017

Comunichiamo che in data 27 aprile 2018 il nuovo Consiglio d’Indirizzo ha approvato il bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31/12/2017, che troverete pubblicato sul sito della Fondazione www.fondazionecrprato.it.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 19 APRILE 2018 
Apertura bando contributi 2018 

Il prossimo 23 aprile apre il Bando per la richiesta di contributi per l’esercizio 2018 con scadenza 23 maggio. La modalità di presentazione di richiesta di contributo sarà quella già sperimentata nel 2017 per aderire all’esigenza di trasparenza dell’attività e di efficacia degli interventi e in ottemperanza al Protocollo di Intesa ACRI-MEF. La richiesta dovrà essere fatta esclusivamente on-line accedendo al relativo modulo ROL (Richieste On Line) sul sito web della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato www.fondazionecrprato.it. La procedura prevede l’accreditamento che sarà possibile fino al 21 maggio alle ore 12,00 e l’inserimento delle richieste che dovrà essere perfezionato entro il 23 maggio alle ore 12,00.

 

COMUNICATO STAMPA 29 MARZO 2018

Oggi, giovedì 29 marzo, presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, si è insediato il Consiglio di Amministrazione. Nella riunione è stato confermato il Vice-Presidente nella persona di Stefano Betti.
Il Consiglio ha poi provveduto al rinnovo dell’incarico di Segretario Generale confermando Paola Spadoni.

 

COMUNICATO STAMPA 26 MARZO 2018

Oggi, lunedì 26 marzo, presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, si è riunito il Consiglio di Indirizzo. Nella riunione è stata perfezionata la nomina da parte degli Enti Culturali nella persona di Domenico Antonio Mazzone.
Il Consiglio ha poi provveduto alla nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione nelle persone di Betti Stefano, Cerretelli Claudio, Gorelli Irene, Palmucci Roberto, Pica Alfieri Gabriele e Scrima Luigi.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 12 MARZO 2018

Oggi, lunedì 12 marzo, presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, si è riunito il nuovo Consiglio di Indirizzo.
Nel corso della riunione, il Consiglio ha provveduto agli adempimenti previsti dallo Statuto e, in particolare, ha proceduto alla nomina – per acclamazione – del Presidente della Fondazione nella persona di Franco Bini, che ha ringraziato per la fiducia accordatagli.
Alla carica di Vice-Presidente e Consigliere Vicario sono stati eletti, sempre per acclamazione, Giammarco Piacenti e Alessandro Pieraccini.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 28 FEBBRAIO 2018

Oggi, mercoledì 28 febbraio, alle 17 presso la Sala Convegni della Camera di Commercio (via del Romito 71, Prato), si è svolta l'Assemblea per la designazione della metà dei componenti del Consiglio di Indirizzo.
I candidati eletti sono:

  • Benesperi Marco Paolo con 62 voti

  • Bini Franco con 66 voti

  • Lapi Isabella con 53 voti

  • Piacenti Giammarco con 57 voti

  • Pieraccini Alessandro con 66 voti

  • Toccafondi Diana Marta con 59 voti

Hanno partecipato all’assemblea 76 soci presenti o per delega su 89 aventi diritto. Si attiveranno con urgenza le procedure per l’insediamento del nuovo Consiglio di Indirizzo.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 19 DICEMBRE 2017

Oggi, martedì 19 dicembre, alle 17 presso la Sala Convegni della Camera di Commercio (via del Romito 71, Prato), si è svolta l'Assemblea per la designazione della metà dei componenti del Consiglio di Indirizzo. Nessun candidato ha raggiunto i 54 voti, quorum necessario per l’elezione, corrispondente ai 2/3 dei votanti. Restano pertanto in regime di prorogatio gli attuali organi.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 3 OTTOBRE 2017

Oggi, martedì 3 ottobre, alle 18 presso la Sala Convegni della Camera di Commercio (via del Romito 71, Prato), si è svolta l'Assemblea per la designazione della metà dei componenti del Consiglio di Indirizzo. 
Il Consiglio di Indirizzo uscente ha proposto una lista di 14 candidati.  Nessun candidato ha raggiunto i 56 voti, quorum necessario per l’elezione, corrispondente ai 2/3 dei votanti. Restano pertanto in regime di prorogatio gli attuali organi, che continuano ad assicurare il regolare svolgimento delle attività della Fondazione. Sarà convocata una nuova assemblea per le designazioni.

 

COMUNICATO DEL 5 MAGGIO 2017

Approvazione Bilancio 2016 e assestamento Documento Programmatico e Previsionale 2017

In data 27 aprile 2017 il Consiglio d’Indirizzo ha approvato il bilancio 2016, che presenta un avanzo di gestione di € 838, dopo accantonamenti alla riserva obbligatoria per € 169.882, al fondo per il volontariato per € 22.651 e ai fondi per attività d’istituto per € 636.039.

Le erogazioni nei settori rilevanti deliberate nel corso del 2016 sono state pari a € 1.312.580, attingendo dalla disponibilità del Fondo stabilizzazione erogazioni per impostare l’attività istituzionale sulla base dei risultati a consuntivo.

Il patrimonio della Fondazione al 31/12/2016 ammonta a Euro 72.916.787, aumentato per effetto degli accantonamenti e del risultato di esercizio e diminuito a seguito della svalutazione della partecipazione della banca conferitaria, con un decremento complessivo di Euro 2.009.634 rispetto al valore al 31/12/2015.

In pari data il Consiglio d’Indirizzo ha deliberato di procedere ad un assestamento del Documento Programmatico e Previsionale 2017 garantendo uno stanziamento totale di risorse per l’attività erogativa pari ad euro 1.200.000, anche tenuto conto di quanto emerso con l’approvazione del bilancio.

Gli organi nel corso del 2016 hanno proseguito il percorso intrapreso verso la massima trasparenza nell’operato, una governance indipendente ed una prudente gestione del patrimonio, con la revisione dello statuto e l’approvazione di tre nuovi regolamenti.

Dopo il trasferimento della sede è stata definita una nuova procedura per la gestione dei bandi on-line, che ha richiesto un impegno maggiore sia alla struttura interna che ai potenziali beneficiari, nell’ottica di una razionalizzazione e di uno snellimento delle procedure nel breve-medio periodo.

Sempre più si sta delineando una ridefinizione del ruolo della Fondazione in città come ente catalizzatore delle risorse territoriali, in un contesto storico di persistente crisi economica e sociale in cui si è assistito ad un mutamento degli assetti istituzionali territoriali ed alla sempre più difficile situazione della banca conferitaria, con tutti i problemi da ciò derivanti. Il percorso di cambiamento della Fondazione in risposta ai nuovi scenari è ben avviato, grazie alla condivisione di obbiettivi che ha contraddistinto l’operato degli organi giunti alla fine del mandato.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 20 APRILE 2017

Si comunica che nell’Assemblea dei Soci della Fondazione tenutasi in data odierna per il rinnovo del Consiglio di Indirizzo nessun candidato ha raggiunto il quorum necessario per l’elezione. Restano pertanto in regime di prorogatio gli attuali organi della Fondazione. Sarà convocata una nuova assemblea per le elezioni.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 19 APRILE 2017

Bilancio di fine mandato: in tre anni concessi oltre 5 milioni di euro per il sociale, l'istruzione e la cultura

Rinnovo degli organi per la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato: la presidente Fabia Romagnoli fa il punto sulle attività finanziate. In arrivo 60 appartamenti ad affitto calmierato e contributi per progetti di contrasto alla povertà educativa minorile.

Siglato un nuovo accordo con la Banca Popolare di Vicenza per lo sviluppo futuro del territorio

PRATO, 19 APRILE 2017 - Ammontano a oltre 5 milioni di euro i contributi erogati, tra il 2014 e il 2016, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato a favore di progetti che insistono sul territorio pratese. Finanziamenti (oltre 2 milioni di euro nel 2014, quasi 2 milioni nel 2015 e 1 milione e 300mila euro nel 2016) che hanno permesso di dare risposte importanti alla città nei settori dell'istruzione e della formazione, ma anche nel settore dell'arte e dei beni culturali e nel ramo del sociale.

Si avvicina infatti la fine del mandato per gli attuali organi della Fondazione pratese, che scadranno entro la fine di questo mese, con l'approvazione del bilancio. Domani, giovedì 20 aprile (alle 18 al Palazzo delle Professioni), si terrà l'Assemblea dei soci che nominerà i 7 membri del Consiglio di Indirizzo, a cui si uniranno poi i 7 soggetti scelti dagli Enti per dar vita al nuovo Cda. La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, presieduta attualmente da Fabia Romagnoli, ha voluto quindi ripercorrere gli anni di attività, condotta dall'ottobre 2013 ma gestita, in termini di erogazioni, dal 2014 al 2016.

“Sono stati anni intensi. L'inizio del mandato non è stato facile ma poi, nel tempo, si è creata una squadra di lavoro ben composta che ha operato sempre per il bene della città e nell'interesse della collettività - ha sottolineato la presidente Fabia Romagnoli -. Il confronto è stato serrato ma proficuo e ha permesso alla Fondazione di realizzare un profondo rinnovamento interno, all'insegna della semplificazione e della trasparenza. Sono disposta, per tutti questi motivi, a ricandidarmi e lo stesso, hanno dichiarato, faranno gli altri sei membri del Consiglio di Indirizzo, di nomina assembleare, uscenti, che in questi anni hanno lavorato al mio fianco con serietà e dedizione. Credo che questa sia la dimostrazione tangibile dello spirito di collaborazione che ci ha guidato in tutto questo tempo, a volte non facile”.

EROGAZIONI. Sono state diverse le realtà che hanno potuto contare su questo prezioso supporto economico: dal PIN al Museo del Tessuto, dalla Fondazione Teatro Metastasio all'Associazione Rondine Cittadella della Pace, dall'Emporio della Solidarietà al Fondo Santo Stefano per il microcredito, solo per citarne alcune. Consistenti anche le erogazioni a sostegno dell'arte e del restauro di beni culturali di inestimabile valore, come la Biblioteca Roncioniana, il campanile della Cattedrale di Santo Stefano o il Pulpito di Donatello (per le singole cifre vedi scheda “approfondimento”).

HOUSING SOCIALE E POVERTA' EDUCATIVA MINORILE. Ma la Fondazione si è dimostrata sensibile anche rispetto ai temi del disagio abitativo e del contrasto alla povertà educativa minorile. Nel primo caso, la Fondazione ha scelto di sottoscrivere quote del Fondo Housing Toscano con un investimento pari a 2 milioni di euro che, grazie all'effetto leva della Cassa Depositi e Prestiti, genererà sul territorio pratese interventi per oltre 6 milioni: con questa cifra saranno costruiti 60 appartamenti ad affitto agevolato per soggetti in difficoltà economica (l'area su cui sorgeranno è ancora in fase di definizione). Sul fronte dell'aiuto ai bambini (0-6 anni) e agli adolescenti (11-17 anni), invece, la Fondazione ha aderito al progetto nazionale promosso dall'Acri (l'Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e dal Governo, impegnando 260mila euro per finanziare progetti di contrasto all'abbandono scolastico e di aiuto alle famiglie di origine, in modo da garantire ai bimbi adeguati strumenti di formazione.

TRASPARENZA. Gli anni di mandato della presidente Romagnoli hanno poi visto la Fondazione impegnata nel garantire massima trasparenza alle procedure interne, con una ristrutturazione in linea con quanto stabilito a livello nazionale. Lo Statuto è stato revisionato e sono stati approvati tre nuovi Regolamenti, più chiari, che disciplinano la governance della Fondazione, i termini per la gestione del patrimonio e la parte relativa alle erogazioni e ai criteri per accedervi.

OFFERTA DI TRANSAZIONE BPVI. Il percorso della Fondazione, negli ultimi anni, si è intrecciato inevitabilmente alle delicate vicende che hanno riguardato la Banca Popolare di Vicenza: la svalutazione delle azioni della banca ha generato una perdita di valore di quasi 21 milioni e mezzo di euro. Numeri importanti che comunque non hanno avuto impatti diretti sul conto economico, consentendo di mantenere intatta la capacità erogativa della Fondazione che, ad oggi, può contare su una riserva plusvalenze pari a 25 milioni di euro, elemento che ha mitigato gli effetti del crollo delle quote della BpVi. La Fondazione, come già reso noto, ha deciso di accettare l'offerta di transazione della Popolare di Vicenza e riceverà una somma pari a 3 milioni e 96mila euro come formula di ristoro. La Fondazione manterrà inoltre, come previsto dall’offerta transattiva, la proprietà delle azioni della banca.

GALLERIA DEGLI ALBERTI. La Fondazione ha contribuito, col proprio lavoro, a chiudere l'operazione con la Popolare di Vicenza che consentirà di riportare a Prato le opere della Galleria degli Alberti, di proprietà dell'istituto vicentino: capolavori storici che potranno tornare nella disponibilità della città e che saranno valorizzati attraverso mostre e iniziative culturali di richiamo internazionale. La Fondazione aveva già sollecitato il vecchio management della banca e con l'ingresso dei nuovi vertici, grazie a una richiesta formale sottoscritta con il sindaco di Prato Matteo Biffoni, è stato possibile in pochi mesi arrivare all'intesa.

UN IMPEGNO PER IL FUTURO: ACCORDO FONDAZIONE-BPVI. La Fondazione guarda al futuro di Prato e lo fa, in parte, con la stessa Banca Popolare di Vicenza. I due soggetti hanno sottoscritto un nuovo protocollo che prevede una stretta collaborazione tra le due parti per la realizzazione di iniziative e interventi a beneficio della città. Sarà quindi costituito un organo di consultazione comune tra Banca e Fondazione per individuare, per i prossimi anni, le più opportune azioni sinergiche a sostegno di Prato e delle zone limitrofe, una delle aree più significative per l'istituto di credito, anche in termini di sviluppo commerciale. E' prevista per il 2017 l'erogazione di un contributo alla Fondazione il cui importo sarà definito nei prossimi mesi.

“Non potevamo chiedere condizioni migliori riguardo all'indennizzo per cui abbiamo scelto di aggiungere un ulteriore tassello all'operazione con la Popolare di Vicenza, un elemento che avesse ricadute positive per la città - ha ripetuto Fabia Romagnoli -. Questo accordo ci consente di partecipare al progetto di rilancio della banca ma allo stesso tempo ci permette di portare valore aggiunto sul nostro territorio, attraverso iniziative che saranno concordate di volta in volta. E' un protocollo che impegna l'istituto di credito anche in un'ottica di medio e lungo periodo, in un momento in cui la stessa banca necessita di recuperare fiducia da parte dei propri soci”.

“Saremo al fianco della Fondazione per gli interventi sul territorio pratese - ha ribadito Luca Reverberi, direttore Community Banking di Banca Popolare di Vicenza ‎-. Siamo contenti di aver sottoscritto questo nuovo accordo con la Fondazione, anche nell'ottica del recupero del rapporto della banca con la città”.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 20 MARZO 2017

Approvazione Bilancio e Rinnovo collegio dei Revisori

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, dopo prolungata ed approfondita attività di analisi di ogni possibile scenario presente e futuro, oggi ha deliberato all’unanimità di aderire all’offerta transattiva proposta dalla Banca Popolare di Vicenza, ritenendo in questo modo di tutelare al meglio sia il patrimonio della Fondazione che gli interessi della collettività pratese.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 27 FEBBRAIO 2017

Apertura bando 2017 per la richiesta di contributo

Il prossimo 27 febbraio apre il Bando per la richiesta di contributi per l’esercizio 2017 con scadenza 22 marzo. Per aderire all’esigenza di trasparenza dell’attività e di efficacia degli interventi e in ottemperanza al Protocollo di Intesa ACRI-MEF la Fondazione ha ritenuto importante prevedere una nuova modalità di richiesta di contributo. 
La richiesta dovrà essere fatta esclusivamente on-line accedendo al relativo modulo ROL (Richieste On Line) sul sito web della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato (sezione: Bandi e contributi).
La procedura prevede l’accreditamento che sarà possibile fino al 17 marzo alle ore 12,00 e l’inserimento delle richieste che dovrà essere perfezionato entro il 22 marzo alle ore 12,00.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 30 APRILE 2016

Approvazione Bilancio e Rinnovo collegio dei Revisori

In data 29 aprile 2016 il Consiglio d’Indirizzo della Fondazione ha approvato il bilancio 2015, che presenta un avanzo di gestione di € 806,00, dopo aver deliberato erogazioni nei settori rilevanti pari ad € 1.935.371, oltre ad accantonamenti alla riserva obbligatoria per € 313.744, al fondo per il volontariato per € 41.832 ed ai fondi per attività d’istituto per € 3.765.Il patrimonio netto della Fondazione ammonta ad € 74.926.422, aumentato per effetto degli accantonamenti e del risultato d’esercizio e diminuito a seguito della svalutazione della partecipazione della banca conferitaria BPVi, con un decremento complessivo di       € 14.462.669 rispetto al valore del 31/12/2014, con riduzione della riserva da rivalutazione e plusvalenze ( da € 45.826.606 a € 31.052.864).

Nella stessa data è stato rinnovato il Collegio dei Revisori per il triennio 2016/2018.

Il Consiglio d’Indirizzo ed Il Consiglio di Amministrazione sono impegnati in una attenta politica gestionale che permetta di salvaguardare il valore del patrimonio in termini reali nel lungo periodo, consentendo contemporaneamente un adeguato livello di erogazioni per la realizzazione dei fini statutari.

Durante l’anno trascorso la Fondazione ha firmato il protocollo Acri Mef , riguardante profili statutari, operativi e regolamentari e che ha comportato l’adeguamento del nostro Statuto a quanto previsto nel Protocollo. Obiettivi di quest’ultimo, ampiamente condivisi dagli organi della Fondazione, sono la massima trasparenza nell’operato delle Fondazioni, una governance indipendente ed una prudente gestione del patrimonio. Con il Protocollo viene d’altra parte riaffermata e valorizzata la natura giuridica privata delle Fondazioni di origine bancaria, che sono chiamate ad esprimere sempre più pienamente la propria qualità di soggetti del terzo settore.

Si ritiene fondamentale il sostegno della Fondazione, nel rispetto dei principi di solidarietà e sussidiarietà, alla collettività pratese che si trova ad affrontare una grave crisi, sia economica che sociale, in un momento in cui le modifiche degli assetti istituzionali comportano sempre maggiori tagli pubblici nei settori di intervento propri della Fondazione.

Tale sostegno non può venire meno, sebbene si delinei ora un periodo difficile per la Fondazione, alla luce della grande volatilità dei mercati finanziari e dei bassi tassi di remunerazione, tassi che non permettono di avere adeguati rendimenti da distribuire sul territorio. 

 

COMUNICATO STAMPA DEL 3 MARZO 2016

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato che da tempo ha posto l’attenzione sulla passata gestione della Banca Popolare di Vicenza e sulle sue conseguenze per gli azionisti e per i clienti valutando ogni possibile iniziativa a tale proposito, nella riunione del 3 marzo 2016, indetto in previsione dell’assemblea straordinaria dei soci della Banca Popolare di Vicenza convocata per i giorni 4-5 marzo 2016

ha deliberato unanimemente

di partecipare all’Assemblea medesima, di esprimere voto favorevole:

a) alla trasformazione della banca in S.p.A;

b) al conferimento di delega al C.d.A. per aumentare il capitale sociale, con esclusione del diritto di opzione;

c) all’ammissione a quotazione delle azioni della banca sul mercato telematico azionario.

Il Consiglio di Indirizzo, con la predetta delibera, ha inteso esclusivamente tutelare i diritti propri della Fondazione e quelli di tutti gli azionisti e clienti della banca, senza che ciò, al momento, implichi alcuna adesione al prospettato aumento di capitale.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 29 APRILE 2015

In data 29 aprile 2015 il Consiglio d’Indirizzo della Fondazione ha approvato il bilancio 2014, che presenta un avanzo di gestione di € 3.476,00, dopo aver deliberato erogazioni nei settori rilevanti pari ad € 1.877.912, oltre ad accantonamenti alla riserva obbligatoria per € 592.370, al fondo per il volontariato per € 78.983 ed ai fondi per attività d’istituto per € 309.108.

Il patrimonio netto della Fondazione ammonta ad € 89.389.091, aumentato per effetto degli accantonamenti e del risultato d’esercizio e diminuito a seguito della svalutazione della partecipazione della banca conferitaria BPVi, con un decremento complessivo di€ 3.754.038 rispetto al valore del 31/12/2013, con riduzione della riserva da rivalutazione e plusvalenze ( da € 50.173.433 a € 45.826.606).

Ha contribuito al risultato anche la riduzione dei compensi e rimborsi agli organi statutari(Consiglio d’Indirizzo, Consiglio di amministrazione, Collegio dei Revisori e Segretario generale): da € 190.557 a €149.364. A tal proposito il rapporto rispetto al patrimonio è ampiamente al di sotto dei parametri previsti nel protocollo d’intesa firmato il 22 aprile 2015 dall’Acri con il Mef e prontamente sottoscritto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato che, per investimenti, statuto e modalità operative, è già in linea con tale protocollo.

Per proseguire l’opera svolta la Fondazione ha intrapreso un percorso riorganizzativo al fine di dotarsi di una sempre più efficace struttura, mantenendo le professionalità necessarie in funzione della dimensione e della operatività della stessa e perseguendo allo stesso tempo un contenimento dei costi.Il Consiglio d’Indirizzo ed Il Consiglio di Amministrazione sono impegnati in una attenta politica gestionale che permetta di salvaguardare il valore del patrimonio in termini reali nel lungo periodo, consentendo contemporaneamente un adeguato livello di erogazioni per la realizzazione dei fini statutari.

Visti i rapidi cambiamenti, anche di assetto istituzionale, come la riforma delle Camere di Commercio e delle Province, sempre più la Fondazione è chiamata ad essere il luogo di confronto ed incontro delle aspettative e dei fabbisogni delle componenti sociali ed economiche del nostro territorio, in modo trasparente e nell’interesse di tutta la comunità pratese. L’attenzione della Fondazione va in particolare ai giovani: riteniamo infatti che solo investendo sui giovani il nostro territorio potrà recuperare la propria capacità di sviluppo declinando in modo positivo le criticità economiche e sociali attuali.

La Fondazione, nel rispetto del principio di solidarietà e sussidiarietà, continuerà ad essere impegnata nel sostegno ad uno sviluppo economico e sociale del nostro territorio che sappia mettere al centro l’uomo.