Nel 2025, alla vigilia dell’ottavo centenario dal beato Transito del Poverello di Assisi, si è concluso, a quasi centoventi anni dall’ultimo intervento, il recupero della Chiesa di San Francesco a Prato. Il restauro non è mai un’azione neutra: implica delle scelte, delle priorità, una visione del passato e del futuro. Così l’intervento ha offerto l’occasione di guardare nuovamente e con rinnovata attenzione a ogni dettaglio architettonico e decorativo, evitando di dare per scontato ciò che il tempo aveva reso familiare e quasi invisibile. La conservazione ha significato anche un atto di rivalutazione critica: non ci si è limitati a “riparare” ma si è voluto comprendere, studiare, approfondire. Solo a partire da queste basi si è potuto elaborare un intervento realmente rispettoso, orientato non a sovrapporre un’immagine ideologica alla chiesa, ma a restituirne la complessità stratificata.
Tipografi e stampatori (di Giampiero Nigro)
Animus Loci - Fu Scipione de’ Ricci, innovatore poco amato dai pratesi e dal loro clero, che introdusse in città la prima bottega di stampa e tipografia. Si era nel 1785, un anno prima della convocazione del Sinodo di Pistoia che tutti ricordiamo come il provocatorio...
