La Terra di Prato durante il periodo del granducato mediceo, similmente a numerosi altri centri della Toscana, sperimentò gli effetti di una gestione amministrativa centralizzata che si rivelò sicuramente più
efficiente e stabilizzante ma anche finalizzata al controllo della vita politica, civile e religiosa del territorio. Alcuni documenti archivistici che si collocano tra il 1594 e il 1597 offrono una finestra interessante sulla situazione politica e civile della Terra di Prato che, a fine secolo, si presenta
all’attenzione del governo granducale, esprimendo il desiderio di emancipazione a Città e ritenendo di averne i presupposti.
Tipografi e stampatori (di Giampiero Nigro)
Animus Loci - Fu Scipione de’ Ricci, innovatore poco amato dai pratesi e dal loro clero, che introdusse in città la prima bottega di stampa e tipografia. Si era nel 1785, un anno prima della convocazione del Sinodo di Pistoia che tutti ricordiamo come il provocatorio...
