Tra gli scrittori italiani del ‘900 figurano due nomi che, guarda caso, erano coetanei e concittadini, amici persino. I pratesi Curzio Malaparte (nato Kurt Erich Suckert, 1898) e Armando Meni (1894) cominciarono a frequentarsi da giovanissimi e per tutta la vita si chiamarono affettuosamente Curtino e Meoni. La loro fu un’amicizia disinteressata e solida, un’amicizia nonostante le evidenti diversità di carattere, temperamento e fede politica. Oggi di quell’amicizia resta una corposa corrispondenza tra Milano e Firenze: le lettere Meoni-Malaparte sono conservate presso il Fondo Malaparte (Fondazione Biblioteca di Via Senato, a Milano), in maggioranza trascrizioni fatte da Edda Ronchi Suckert all’epoca del suo imponente lavoro sul fratello articolato in dodici volumi, mentre quelle Malaparte-Meoni si trovano presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” (Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze), alcune tuttora inedite.
Rosa Giorgi (1863-1910). Una mistica dimenticata (di Virginia Barni)
Varcata porta Frascati, sulla sinistra si apre un quartiere tutto al femminile; un quartiere in cui le strade sono per lo più intitolate a donne che si sono distinte in tempi diversissimi per un’intraprendenza fattiva. Margherita Datini (1360-1423), Rosa Gattorno...
