Tra gli scrittori italiani del ‘900 figurano due nomi che, guarda caso, erano coetanei e concittadini, amici persino. I pratesi Curzio Malaparte (nato Kurt Erich Suckert, 1898) e Armando Meni (1894) cominciarono a frequentarsi da giovanissimi e per tutta la vita si chiamarono affettuosamente Curtino e Meoni. La loro fu un’amicizia disinteressata e solida, un’amicizia nonostante le evidenti diversità di carattere, temperamento e fede politica. Oggi di quell’amicizia resta una corposa corrispondenza tra Milano e Firenze: le lettere Meoni-Malaparte sono conservate presso il Fondo Malaparte (Fondazione Biblioteca di Via Senato, a Milano), in maggioranza trascrizioni fatte da Edda Ronchi Suckert all’epoca del suo imponente lavoro sul fratello articolato in dodici volumi, mentre quelle Malaparte-Meoni si trovano presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” (Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze), alcune tuttora inedite.
Dubitarono che io non mi partissi sanza finire l’organo di Santo Petronio (di Francesca Rafanelli)
La figura di Lorenzo da Prato è sicuramente una delle più importanti nel panorama nazionale dell’arte organaria, trattandosi di un maestro che lega il suo nome alla realizzazione d’importanti e pregevoli strumenti in territorio italiano, in particolare di ambito...
