Il sesto centenario della morte di Dante fu un evento alquanto sentito nel 1921; la figura del sommo poeta fu presentata come un simbolo a un’Italia da poco uscita dalla Grande Guerra, le cui ferite non erano ancora rimarginate. Non stupisce quindi che un avvenimento di una simile portata fosse accolto da entusiasmo generale, e che la sua celebrazione coinvolgesse tutta la cultura italiana, ivi compresa naturalmente quella musicale, mobilitando non solo gli artisti maggiori ma estendendosi sino alla periferia del mondo delle note, dove si colloca il compositore pratese Giovanni Castagnoli.
Prato resiliente. Riformismo disciplinare (di Paolo Di Nardo)
Alberto Clementi, Segretario SIU (Società Italiana Urbanisti), nel 1997 nella Prefazione al libro di Richard Rogers Città per un piccolo pianeta, sottolinea il fallimento della modernità come concetto di progresso sterile e non dialogante: “Il fallimento di molti...
