Il sesto centenario della morte di Dante fu un evento alquanto sentito nel 1921; la figura del sommo poeta fu presentata come un simbolo a un’Italia da poco uscita dalla Grande Guerra, le cui ferite non erano ancora rimarginate. Non stupisce quindi che un avvenimento di una simile portata fosse accolto da entusiasmo generale, e che la sua celebrazione coinvolgesse tutta la cultura italiana, ivi compresa naturalmente quella musicale, mobilitando non solo gli artisti maggiori ma estendendosi sino alla periferia del mondo delle note, dove si colloca il compositore pratese Giovanni Castagnoli.
Un curioso banchetto (di Giampiero Nigro)
L’immagine qui riprodotta appartiene all’archivio Ranfagni e risale alla seconda metà del secolo scorso. Si vede, sulle mura medievali, la terrazza della trattoria Old River, che cento anni prima si chiamava Locanda del Giardino. Proprio in quei locali, il diciotto...
