In Italia il giornalismo operaio affonda le radici in anni lontani: gli artigiani che collaborarono con i loro articoli al settimanale fiorentino Il proletario (1865-1866), diretto da Niccolò Lo Savio, possono infatti essere considerati gli antesignani di un tale tipo di giornalismo1, che conobbe successivamente un forte sviluppo nel periodo a cavallo fra l’Otto ed il Novecento, quando fecero la loro comparsa i primi fogli di propaganda socialista. La presenza dei giornali di fabbrica è stata nei decenni successivi (almeno fino agli anni Settanta del secolo scorso) una presenza costante, che neppure il fascismo riuscì a cancellare (durante il ventennio vennero infatti diffusi, ovviamente in forma clandestina, diversi giornali redatti dalle maestranze di vari complessi industriali).
Dal “maggio radioso”alla Strafexpedition. L’esperienza al fronte di Alessandro Suckert (di Niccolò Lucarelli)
Se universalmente note e discusse sono le gesta militari di Curzio Malaparte, meno note, ma non per questo meno valorose, sono quelle del fratello maggiore Alessandro (che per tutta la vita mantenne il cognome Suckert), anch’egli soldato nel corso della Grande Guerra....
