Ci fu un tempo in cui il cinema era fiaba, era mito ed epos e le sue straordinarie possibilità di raffigurazione del ‘meraviglioso’ entusiasmavano scrittori ‘avanti’ come D’Annunzio. Il cinema rappresentava la vetrina sul mondo, la scoperta del lontano, dell’altro da sé, a volte la consapevolezza nuova di far parte di un contesto ben più ampio, variegato e complesso di quanto, prima dell’avvento del ‘cinematografo’, si potesse immaginare. Il cinema rappresentava, tuttavia, anche «un sogno vissuto collettivamente» ed è per questo che le attrici venivano proiettate in un firmamento di carta, nel quale brillavano come stelle agli occhi, forse ingenui, certo benevoli, di un pubblico propenso a divinizzarle.
Teaching Dante’s Medieval World at Prato (by Constant J. Mews – photo by Fiorenzo Fallanti)
I have been privileged to have been involved in teaching a subject called Dante’s Medieval World on no fewer than four occasions in Prato, initially in January 2010, and then on three separate occasions in a four-week block during November/December 2011, 2013 and...
