Ci fu un tempo in cui il cinema era fiaba, era mito ed epos e le sue straordinarie possibilità di raffigurazione del ‘meraviglioso’ entusiasmavano scrittori ‘avanti’ come D’Annunzio. Il cinema rappresentava la vetrina sul mondo, la scoperta del lontano, dell’altro da sé, a volte la consapevolezza nuova di far parte di un contesto ben più ampio, variegato e complesso di quanto, prima dell’avvento del ‘cinematografo’, si potesse immaginare. Il cinema rappresentava, tuttavia, anche «un sogno vissuto collettivamente» ed è per questo che le attrici venivano proiettate in un firmamento di carta, nel quale brillavano come stelle agli occhi, forse ingenui, certo benevoli, di un pubblico propenso a divinizzarle.
La Piacenti in Palestina (di Silvia Starinieri)
L’azienda pratese di restauro, Piacenti spa, sta vivendo dal 2013 un’esperienza unica nel recupero della Basilica della Natività di Betlemme, in Palestina. Sfruttando le capacità settoriali di molti specialisti, si è reso possibile un intervento integrale...
