Nato nel 1460, figlio di un ottonaio in stretta relazione con i vallombrosani di Passignano e loro ‘vicino’, Filippo di Antonio Filippelli appartiene a quella fitta costellazione di artisti e artigiani che fu la ‘consorteria’ dei Rosselli, a cominciare dall’esordio nei panni di «disciepolo» e collaboratore – proprio a Passignano – di Bernardo di Stefano. Sebbene la lunga fedeltà dell’artista a se stesso, in termini di repertorio figurale, poco impegni le doti di connoisseurship, è singolare come le apparizioni del Filippelli sul mercato dell’arte – invero sparute –, e quelle – più frequenti – nel territorio, portino solo in casi rari al suo riconoscimento.
ANIMUS LOCI. L’organo ottocentesco di San Luca alla Querce (di Gabriele Giacomelli)
Prato e il territorio circostante sono stati sede di fabbriche d’organi (la denominazione più appropriata anche dal punto di vista storico è botteghe organarie) di primaria importanza nel Quattrocento. A Galciana abitava e lavorava Matteo da Prato, conosciuto come...
