Quello del 1976 , fu un buon ottobre ricco di ottime premesse e altrettanto buone promesse. Due mondi tagliarono spazio e tempo e si incontrarono in una lontana regione che in nome d’una regina inglese ritenuta vergine era stata battezzata Virginia, almeno un paio di secoli prima. E lo fecero in nome di Filippo Mazzei, avventuriero, medico, mercante, filosofo, agricoltore, nato a Poggio a Caiano, ma vissuto a lungo nell’America del Settecento, alla nascita della quale, come futura grande nazione, aveva lui stesso contribuito, come ci ha raccontato anche Angiolo Buti, uno che di Mazzei, assieme a Giacomo Caiani, seppe tutto prima di tutti coloro che oggi ne parlano e ne insegnano.
La fede in bottega, pittori “domenicani” nella Prato del Cinquecento (di Francesco Traversi)
Michele Tosini fra il tramonto dei Ghirlandaio e l’alba dei Brina. Legarono molto presto Ridolfo del Ghirlandaio e la città di Prato quando, alla tenera età di due anni, il piccolo figlio d’arte «essendo quasi in fine» a causa di «mali di pondi», venne portato dalla...
