Preferiva Prato a Firenze, gli piaceva ascoltare la parlata pratese e insieme agli amici, primo fra tutti Roberto Fioravanti, amava, dopo gli impegni concertistici, concludere “la serata in grande serenità, degustando biscottini di Prato col vinsanto fino anche a tarda ora (…). Per Michelangeli venire a Prato significava stare qualche giorno in compagnia di amici, fare quasi una piccola villeggiatura. Ovviamente si parlava anche di musica e di pianoforte” È uno dei tanti ricordi che emergono da un’intervista a Luciano Magnini sul maestro Arturo Benedetti Michelangeli, “l’ angelo del pianoforte” appassionato di Ferrari, che in Prato aveva trovato tanti amici e tanti ammiratori del suo genio musicale, benché fosse un personaggio schivo e taciturno.
L’architettura del castello di Prato: progetto e realizzazione di un monumento medioevale (di Andrea Bacci)
L’indagine eseguita sul castello di Prato ha avuto come strumento di verifica delle fonti documentarie il rilievo architettonico che, eseguito nell’anno 2003 ha avuto l’obiettivo di indagare il castello nella sua qualità dimensionale e materiale. La sua restituzione...
