Nuovi studi sul Castello di Prato: dal Castrum Pratii al Palatium Imperatoris (di Giuseppe Alberto Centauro)

Prato Storia e Arte n.113

Solamente nel corso del ‘900, a cominciare dalla metà degli Anni ’30, la città di Prato ha potuto esibire come propria icona, in una ritrovata immagine dell’identità urbana, le vestigia di un restaurato1 Castello dell’Imperatore: testimonianza emblematica della più nobile architettura civile, archetipo della formazione castellana e dell’inurbamento medievale, da affiancare al rinato Palazzo Pretorio. In tale modo dopo secoli di oblio, Prato metteva in luce questo straordinario gioiello architettonico che il restauro di liberazione condotto nel 1936 da Angiolo Badiani aveva riportato agli antichi splendori, anche se a prezzo di una pesante azione di obliterazione e smantellamento delle parti ritenute non confacenti, come allora spesso accadeva, enfatizzando l’azione del restauro.

Potrebbe interessarti anche

2013 Prato-Verdi 1813 (di Goffredo Gori)

Ovvero: Cosa c’entra Verdi con Prato 2013. L’anno dei giganti. Wagner e Verdi. Che verosimilmente nel numero astrologico – se pure non palindromo – di quel tredici e quel due, sta a significare: due volte cento anni da quel 1813, quando in luoghi diversi vennero al...