Leonetto Tintori e Salvatore Cipolla partivano da un approccio espressivo nei confronti della ceramica diverso, il primo era interessato a plasmare la terra per ritrarre il quotidiano, il reale o un mondo surreale velato talvolta di ironia, l’altro «aggrediva» la materia, intento a riprodurre più l’essenza della realtà e la verità profonda delle cose che il visibile.
Per ricordare Leonetto Tintori: vecchi restauri e nuove ricerche (di Cristina N. Grandin)
Dalla collaborazione giovanile con Ardengo Soffici, da cui veniva chiamato spesso per staccare dal muro i propri affreschi, deriva la grande capacità di Leonetto di eseguire lo «strappo» di un dipinto, cosa che gli tornerà utile nella sua carriera, quando opererà...
