Il 20 ottobre 1944, con l’Europa ancora insanguinata dalla Seconda guerra mondiale, Curzio Malaparte pubblicava a Napoli, presso l’editore Casella, l’atipico romanzo Kaputt, che come dichiarò lo stesso autore nella prefazione, «è un libro crudele. La sua crudeltà è la più straordinaria esperienza che io abbia tratto dallo spettacolo dell’Europa in questi anni di guerra. Tuttavia, fra i protagonisti di questo libro, la guerra non è che un personaggio secondario. Si potrebbe dire che ha solo un valore di pretesto, se i pretesti inevitabili non appartenessero all’ordine della fatalità. In Kaputt la guerra conta dunque come fatalità. Non v’entra in altro modo. Direi che v’entra non da protagonista, ma da spettatrice, in
quello stesso senso in cui è spettatore un paesaggio.
ANIMUS LOCI – Il dipinto ritrovato (di Rita Iacopino)
Il restauro della Madonna con Bambino in trono del pittore Pietro Pezzati, portato a termine dallo studio di Restauro Mariotti e Cappelli di Firenze, si è rivelato una vera e propria riscoperta.La tela è conservata nell’Oratorio Santa Madre di Dio di Grignano, meglio...
