«Malaparte e l’Europa della disfatta» Kaputt ottanta anni dopo (di Niccolò Lucarelli)

Prato Storia e Arte n.134_135

Il 20 ottobre 1944, con l’Europa ancora insanguinata dalla Seconda guerra mondiale, Curzio Malaparte pubblicava a Napoli, presso l’editore Casella, l’atipico romanzo Kaputt, che come dichiarò lo stesso autore nella prefazione, «è un libro crudele. La sua crudeltà è la più straordinaria esperienza che io abbia tratto dallo spettacolo dell’Europa in questi anni di guerra. Tuttavia, fra i protagonisti di questo libro, la guerra non è che un personaggio secondario. Si potrebbe dire che ha solo un valore di pretesto, se i pretesti inevitabili non appartenessero all’ordine della fatalità. In Kaputt la guerra conta dunque come fatalità. Non v’entra in altro modo. Direi che v’entra non da protagonista, ma da spettatrice, in
quello stesso senso in cui è spettatore un paesaggio.

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