Nel periodo immediatamente successivo alla fine della Prima guerra mondiale, anche nella città di Prato si diffuse il clima europeo di rinascita artistica e culturale conosciuto come “ritorno all’ordine”, caratterizzato da una generale e comune esigenza di affermare un nuovo equilibrio che ristabilisse ordine dopo il conflitto, contrapponendosi agli eccessi portati avanti dalle Avanguardie nei primi due decenni del secolo. Da questo desiderio di pacata armonia derivarono un netto ritorno alla figuratività e un forte recupero della tradizione classica, attraverso la ripresa di soggetti iconografici e tecniche artistiche del passato; tutto questo, certamente, passando attraverso le imprescindibili lezioni delle avanguardie storiche parigine e, soprattutto, di Paul Cézanne, cui già si doveva una stupefacente e moderna rilettura della spazialità e della resa di forme e volumi della cultura figurativa Tre-quattrocentesca.
Imprenditore, intellettuale, patriota. Un ritratto di Francesco Franceschini (di Niccolò Lucarelli)
Prato ha dato un importante contributo al Risorgimento, in particolare negli anni 1848-49, sia quando molti suoi cittadini presero parte alla Prima guerra d’Indipendenza, sia da un punto di vista del pensiero politico, basti pensare a Ermolao Rubieri, Piero Cironi,...
