Il Premio Letterario Nazionale Arte di Parole, che costituisce dal 2011/12 un importante appuntamento nella storia culturale della nostra città, è un concorso di scrittura creativa che mira a valorizzare il talento giovanile, dando voce alle capacità espressive degli...
Rivista
Quarant’anni di storia del CID/Arti visive a Prato. Vicende e attività del maggiore centro di informazione e documentazione artistica contemporanea della Toscana (di Stefano Pezzato)
Il progetto di istituire a Prato un Centro di Informazione e Documentazione (CID) sulle arti visive, in parallelo alla volontà dell’industriale pratese Enrico Pecci di realizzare e donare alla città un museo d’arte contemporanea in memoria di suo figlio Luigi...
La cultura come strumento d’emancipazione universale. Antonio Brunie la Biblioteca Popolare (di Niccolò Lucarelli)
Il Risorgimento non è stato soltanto una questione militare, ma è passato anche attraverso gli entusiasmi e i progetti di chi, per l’Italia, immaginava anche e soprattutto il progresso civile e culturale. Fra i tanti personaggi che la città di Prato ha dato al...
Tipografi e stampatori (di Giampiero Nigro)
Animus Loci - Fu Scipione de’ Ricci, innovatore poco amato dai pratesi e dal loro clero, che introdusse in città la prima bottega di stampa e tipografia. Si era nel 1785, un anno prima della convocazione del Sinodo di Pistoia che tutti ricordiamo come il provocatorio...
Prato, Federigo Melis y Francesco Datini (di Francisco Paulino Iradiel Murugarren)
Sguardi dal mondo - Ante la sugerencia de Giampiero Nigro, recordar mi experiencia pratese de más de cincuenta años atrás hace que me sienta emocionado e intimidado. La primera vez que oí hablar de Prato fue en enero o febrero de 1970. Estaba en Italia como becario...
San Francesco a Prato: il restauro di un luogo e di un nome (di Francesco Marchese)
Nel 2025, alla vigilia dell’ottavo centenario dal beato Transito del Poverello di Assisi, si è concluso, a quasi centoventi anni dall’ultimo intervento, il recupero della Chiesa di San Francesco a Prato. Il restauro non è mai un’azione neutra: implica delle scelte,...
Silenziose armonie. Il patrimonio musicale riscoperto della Biblioteca Roncioniana di Prato (di Filippo Tosciri)
Tra i libri, le note: la musica della RoncionianaNel corso di recenti ricognizioni presso la Biblioteca Roncioniana di Prato, condotte in occasione dell’esecuzione – nell’aprile 2025 – della Messa di Requiem del compositore Giuseppe Becherini, è stato individuato un...
«Le cose antiche fatte da uomini intelligenti creano intelligenza per noie per gli uomini del futuro». Loriano Bertini collezionista versatile (di Daniela Degl’Innocenti)
Loriano Bertini, come molti imprenditori pratesi del secondo dopoguerra, ha iniziato la sua carriera nell’industria tessile da impannatore riuscendo, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, a ottenere ottimi profitti grazie al commercio estero di drapperia da uomo e altri...
Per far Prato città. Identità e immagine della Terra di Prato a fine Cinquecento (di Daniela Degl’Innocenti)
La Terra di Prato durante il periodo del granducato mediceo, similmente a numerosi altri centri della Toscana, sperimentò gli effetti di una gestione amministrativa centralizzata che si rivelò sicuramente piùefficiente e stabilizzante ma anche finalizzata al controllo...
Arte, letteratura e collezionismo nella famiglia Forti (di Alessia Cecconi)
La storia del mecenatismo e della rete dei rapporti artistici della famiglia Forti, imprenditori pratesi di origine ebraica, da alcuni anni è oggetto di studio da parte della Fondazione CDSE. L’istituzione conserva numerosi materiali d’archivio sulle vicende della...
Giuliano Gori e la sua Prato (di Francesco Gurrieri)
Da Turku, in Finlandia, decidemmo di mandare una cartolina al sindaco Morales. Avevamo visitato le architetture di Malmö di Alvar Aalto e discutevamo, accalorati come nostro solito, sull’antico problema del rapporto delle nostre città con la contemporaneità (Prato e...
Il Fabbricone e Luca Ronconi: cinquant’anni di grande teatro (di Massimo Luconi)
Magazzino di stracci situato nella storica industria tessile pratese fondata alla fine dell’800, il Fabbricone viene utilizzato per la prima volta come spazio teatrale nel 1974 per accogliere l’Orestea di Luca Ronconi. Dopo questo esperimento l’ex capannone viene...
La Scuola di Prato verso il “ritorno all’ordine”: l’influsso di Ardengo Sofficinella ripresa della tradizione toscana Tre-Quattrocentesca (di Elena Cencetti)
Nel periodo immediatamente successivo alla fine della Prima guerra mondiale, anche nella città di Prato si diffuse il clima europeo di rinascita artistica e culturale conosciuto come “ritorno all’ordine”, caratterizzato da una generale e comune esigenza di affermare...
ANIMUS LOCI – Il dipinto ritrovato (di Rita Iacopino)
Il restauro della Madonna con Bambino in trono del pittore Pietro Pezzati, portato a termine dallo studio di Restauro Mariotti e Cappelli di Firenze, si è rivelato una vera e propria riscoperta.La tela è conservata nell’Oratorio Santa Madre di Dio di Grignano, meglio...
Imprenditore, intellettuale, patriota. Un ritratto di Francesco Franceschini (di Niccolò Lucarelli)
Prato ha dato un importante contributo al Risorgimento, in particolare negli anni 1848-49, sia quando molti suoi cittadini presero parte alla Prima guerra d’Indipendenza, sia da un punto di vista del pensiero politico, basti pensare a Ermolao Rubieri, Piero Cironi,...
Malaparte e le guerre (di Jean-Claude Thiriet)
Malaparte e le guerre o mala parte è la guerra? Gioco di parole? Non solo. Le due espressioni coincidono. Malaparte ha vissuto una gran parte della sua vita proprio all’interno di questo assurdo e terribile meccanismo delle guerre che hanno caratterizzato la prima...
«Malaparte e l’Europa della disfatta» Kaputt ottanta anni dopo (di Niccolò Lucarelli)
Il 20 ottobre 1944, con l’Europa ancora insanguinata dalla Seconda guerra mondiale, Curzio Malaparte pubblicava a Napoli, presso l’editore Casella, l’atipico romanzo Kaputt, che come dichiarò lo stesso autore nella prefazione, «è un libro crudele. La sua crudeltà è la...
Kurt ed Ernest sul fronte italiano nella Grande Guerra (di Chiara Recchia)
La guerra in trincea, la rotta di Caporetto, la ritirata davanti ai Tedeschi giunti in aiuto degli Austriaci, furono eventi tragici di enormi dimensioni che Malaparte ed Hemingway, volontari nella Grande Guerra, raccontarono nei loro libri: nel pamphlet Viva...
Artemisia Gentileschi e la sua fuga a Prato (di Claudio Cerretelli)
Il 3 agosto 1612 il pittore Orazio Gentileschi1 inviò da Roma a Cristina di Lorena, madre del granduca Cosimo II, una lunga, circostanziata lettera nella quale la informava sul processo in atto dal 2 marzo contro Agostino Tassi, operante da due anni a Roma, «pittore...
Biagio Pesciolini e il Rinascimento pratese agli albori dell’età moderna: le nuove musiche “che da Dio conosco” (di Paolo Belli)
Quasi trent’anni sono passati da quando, su iniziativa del Comitato Cittadino Attività Musicali di Prato, il 14 dicembre del 1996 si svolse la manifestazione Biagio Pesciolini polifonista pratese (1535-1611). Possiamo considerare questa giornata il vero e proprio...
Un Sant’Antonio abate di Andrea della Robbia e l’operato pratese di Agnolo di Polo (di Francesco Traversi)
Prima di procedere alla disamina stilistica della statua lignea di Sant’Antonio abate custodita nella pieve di San Leonardo ad Artimino (Fig. 1) - chiesa che fino al Quattrocento fu intitolata alla Vergine Maria - sarà opportuno ripercorrere le vicende storiche ad...
A.D. 1564Rossi nel cuore della Terra di Prato (di Fernando Giaffreda)
Siamo a Prato nel 1564, 460 anni fa, 52 dopo il Sacco. In Palazzo dei Migliorati fra via S. Trinita e via San Jacopo, vicino al Monastero femminile di S. Trinita alle Seconde Mura oggi quasi impossibile a riconoscersi dai pratesi doc, sono riuniti i capifamiglia...
Dai depositi al museo: su alcuni dipinti del Quattrocento della collezione comunale (di Rita Iacopino)
Come tutti i grandi musei anche il Museo di Palazzo Pretorio conserva nei suoi depositi un patrimonio sommerso, ma non dimenticato. In occasione del decennale dall’inaugurazione, a seguito dei lavori direstauro e di ristrutturazione del palazzo (12 aprile 2014), al...
La rivista dal n. 1 al n. 99
N.Riv. N.art. Titolo (autore) Abstract 99 11 Ritratto di Cesare Grassi (di Giuseppe Nuti) Cesare Grassi, dopo aver insegnato qualche anno al Liceo classico di Viareggio, insegnò latino e greco al Liceo Cicognini. Fu poi professore associato di Latino nella Facoltà di...
SGUARDI DAL MONDO – Renewing Prato’s Experience of Contemporary Art: an opinion (di Miranda MacPhail)
L’autrice osserva come l’apertura del Centro Pecci nel 1988 fosse stata accompagnata dal messaggio che abbinava il dinamismo imprenditoriale del settore tessile all’arte contemporanea, forse limitando con questo, già da allora, la partecipazione di un pubblico più...
Introduzione (di Giampiero Nigro)
Questo numero offre qualche spazio in più a personaggi che in vario modo hanno concorso alla storia della nostra città. Mi riferisco anzitutto a Giacomo Becattini, cittadino onorario di Prato, scomparso recentemente e alla cui salma è stato tributato l’ultimo saluto...
Le opere giovanili (1780 – 1790) (di Clarissa Morandi)
Apprezzato dalla commitenza religiosa, Catani ebbe tre importanti incarichi legati al patrimonio ecclesiastico pratese. Al 1786 datano infatti alcune decorazioni nel Conservatorio di San Clemente, in quello di San Niccolò ed in una stanza al primo piano del Palazzo...
Alla volta della capitale granducale (1790 – 1800) (di Clarissa Morandi)
Le opere eseguite nell'ultimo decennio del secolo costituiscono una tappa molto significativa nel percorso stilistico del Catani. La decorazione della Cappella di San Giorgio in palazzo Vai, in particolare, rivela il graduale ma deciso superamento dei moduli...
Gli anni centrali dell’attività (1800 – 1825) (di Clarissa Morandi)
La decorazione della cappella del Duomo aretino, una delle imprese più significative per l'intera cittadinanza, costituì una tappa significativa nel percorso del pittore che si trovò ad affrontare, per la prima volta, una commissione pubblica di così vaste...
Gli ultimi anni di attività (1825 – 1840) (di Clarissa Morandi)
Nel febbraio del 1833 era giunto per Luigi il meritato e ambito riconoscimento accademico: alla morte del conterraneo Giuseppe Castagnoli, con un motuproprio firmato dal Granduca Leopoldo II, era infatti subentrato al suo maestro nella carica di Professore Accademico...
