Artemisia Gentileschi e la sua fuga a Prato (di Claudio Cerretelli)

Prato Storia e Arte n.134_135

Il 3 agosto 1612 il pittore Orazio Gentileschi1 inviò da Roma a Cristina di Lorena, madre del granduca Cosimo II, una lunga, circostanziata lettera nella quale la informava sul processo in atto dal 2 marzo contro Agostino Tassi, operante da due anni a Roma, «pittore già della felice memoria del granduca serenissimo Ferdinando suo consorte». Orazio era entrato in stretta amicizia con lui, che aveva promesso di introdurlo tramite il senatore Lorenzo Usimbardi alla corte fiorentina, e «anche mentre fu priggione per commerzio carnale havuto con una sua cognata, con mezzi potentissimi lo liberai dalla forca».

Potrebbe interessarti anche