Il 3 agosto 1612 il pittore Orazio Gentileschi1 inviò da Roma a Cristina di Lorena, madre del granduca Cosimo II, una lunga, circostanziata lettera nella quale la informava sul processo in atto dal 2 marzo contro Agostino Tassi, operante da due anni a Roma, «pittore già della felice memoria del granduca serenissimo Ferdinando suo consorte». Orazio era entrato in stretta amicizia con lui, che aveva promesso di introdurlo tramite il senatore Lorenzo Usimbardi alla corte fiorentina, e «anche mentre fu priggione per commerzio carnale havuto con una sua cognata, con mezzi potentissimi lo liberai dalla forca».
ANIMUS LOCI – Il dipinto ritrovato (di Rita Iacopino)
Il restauro della Madonna con Bambino in trono del pittore Pietro Pezzati, portato a termine dallo studio di Restauro Mariotti e Cappelli di Firenze, si è rivelato una vera e propria riscoperta.La tela è conservata nell’Oratorio Santa Madre di Dio di Grignano, meglio...
