Sociabilità popolare e vincoli fraterni. Il notaio Camillo Dami tra associazionismo, politica e Libera muratoria

(di Andrea Giaconi)

Camillo Dami nacque a Porta Lucchese, allora comune autonomo contiguo alle mura di Pistoia, dal notaio Oreste e da Caterina Tani il 10 luglio 18601. Oltre al nostro, in uno stretto torno di tempo, la coppia ebbe anche le figlie Giuseppa e Antonietta. La madre del futuro notaio morì partorendo l’ultima sorella. I primi anni dell’infanzia furono trascorsi a Lamporecchio, presso la famiglia paterna. Qui, nel 1866, un’epidemia di vaiolo colpì probabilmente anche Camillo che portò i segni della malattia fino all’età adulta2. Il Dami si trasferì a Prato nel 1873, a seguito del secondo matrimonio del padre con la pratese Amabile Lenzi. Il trasferimento a Prato comportò cambiamenti di non poco conto per il giovane Camillo. Il centro tessile toscano era veramente un “microcosmo in movimento”, assai diverso dallo scenario di campagna in cui egli era vissuto.