Uffici in quello che è stato lo spazio di rappresentanza della Prefettura
La Fondazione in centro, ieri inaugurata la sede
Cerretelli svela i segreti di Palazzo Gatti, in primavera aperture ai cittadini

Prato, 18 dicembre 2019 - Una scelta per la città, per dare valore al centro storico. Così il presidente Franco Bini ha spiegato ieri pomeriggio nel corso della cerimonia di inaugurazione la scelta della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato di tornare ad avere la sua sede in centro, al primo piano di Palazzo Gatti in via Cairoli, negli spazi che sono stati a lungo l’appartamento di rappresentanza della Prefettura.  Con numerosi soci e consiglieri sono intervenuti il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla, e il vescovo Giovanni Nerbini che ha benedetto gli uffici.

“La scelta di tornare in centro è dettata dalla volontà di stare accanto alla città e alle sue istituzioni, contribuendo alla vitalità del centro – ha messo in evidenza Bini – Ci eravamo allontanati in periferia, abbandonando Palazzo Alberti nel momento in cui la Popolare di Vicenza ha tradito risparmiatori e Fondazione. Ora siamo tornati, inizia una nuova fase”.

In qualche modo il palazzo viene restituito anche ai cittadini. Nelle prossime settimane sarà sede della presentazione dell’ultimo numero della rivista Prato Storia e Arte, mentre a primavera si sta già pensando a promuovere alcune giornate di apertura e visita speciali.

A svelare i segreti di Palazzo Gatti appartenuto a potenti famiglie pratesi e fiorentine - è stato l’architetto Claudio Cerretelli, storico dell’arte ma anche consigliere della Fondazione. “Il palazzetto fu creato tra il Quattrocento e il Cinquecento unificando edifici preesistenti - ha spiegato - nel Seicento ci vissero i Bocchineri, ricca famiglia pratese che prende il nome da Bartolomeo, un celebre capitano di ventura noto come il Boccanera”.

Sul finire del Settecento il palazzo passa alla famiglia Pazzi di Firenze, non si sa se per acquisto o per eredità. Nel 1916, infine, diventa proprietà dei Gatti a cui appartiene anche oggi. Il piano nobile, dove ha sede la Fondazione, è caratterizzato da eleganti stucchi e da dipinti a tempera di Stefano Catani. Ancora ben conservata la cappella privata del palazzo. Sull’altare l’immagine di Maria Maddalena dei Pazzi, la carmelitana santa che, bambina, probabilmente trascorse le sue estati nella villa di famiglia a Montemurlo.

 

Fondazione, 3 milioni di risorse e strumenti innovativi
Il presidente Bini tira le somme del 2019 e presenta i progetti per il 2020. Nuovi soci e maggiore apertura alla città, la scelta di tornare in centro

Prato, 12 dicembre 2019 - Oltre 3 milioni di euro in tre anni per dare sostegno ai progetti della comunità locale nei settori della cultura, dell’istruzione e della solidarietà; la scelta decisa di offrire strumenti innovativi ad associazioni e realtà del non profit per attrarre risorse; l’impegno per avviare una riforma statutaria che apre ulteriormente la Fondazione alla città; la nuova sede in Palazzo Gatti per valorizzare il centro storico. Mentre si chiude il 2019 il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Franco Bini, nella nuova sede di via Cairoli ha presentato il bilancio dei suoi diciotto mesi alla guida dell’ente e illustrato i progetti per il futuro. Tre le parole d’ordine messe in evidenza dal presidente: stabilità delle risorse per il sostegno alla comunità locale, coerenza nelle scelte prioritarie di assegnazione, innovazione nella ricerca di nuove opportunità per il territorio.

Il supporto ai progetti della comunità locale - A supporto delle iniziative della comunità locale la Fondazione Cassa di Risparmio ha destinato circa 2 milioni e 700 mila di euro in tre anni: 900 mila euro per il 2020, altrettanti nel 2019, circa 870 mila nel 2018. Un risultato non certo scontato vista l’assenza di dividendi da partecipazioni bancarie e per l’incertezza assoluta di entrate legate a interessi del patrimonio finanziario che al 30 settembre scorso era di 77,21 milioni idi euro.

I contributi vengono assegnati sul fronte dell’istruzione, dei beni culturali, del volontariato e della beneficienza. Nel 2019 circa 367 mila euro sono andati a enti e soggetti che si occupano di istruzione; 310 mila per progetti connessi a beni e attività artistiche e culturali; altri 206 mila euro per iniziative di volontariato e solidarietà sociale.

Gli impegni più rilevanti assunti dalla Fondazione contribuiscono, in alcuni casi in maniera fondamentale, allo svolgimento dell’attività delle istituzioni culturali e di solidarietà locale. Nel 2019 al Pin sono stati destinati 114 mila euro, alla Camerata strumentale 110 mila, all’ Emporio della solidarietà 70 mila, alla Fondazione Datini 70 mila, al Museo del Tessuto 65 mila, alla Biblioteca Roncioniana 80 mila, alla Diocesi di Prato per il restauro dei beni culturali parrocchiali 104 mila, altri 105 mila euro vanno al Comune per l’emergenza abitativa, al Teatro Metastasio e al Centro Pecci (biblioteca). Ci sono poi 143.500 euro per progetti (38) di altri enti e associazioni.

Nel mese di febbraio verrà aperto il bando per i progetti che si candidano all’assegnazione di una parte delle risorse stanziate per il 2020.

L’impegno per l’housing sociale - Sono stati impegnati 500 mila euro sul fronte investimenti per il progetto di housing sociale del piano di lottizzazione di Gello. Sottoscrivendo le quote del Fondo housing toscano (saranno circa 2 milioni in tutto) la Fondazione garantisce l’intervento della Cassa depositi e prestiti.

Un accompagnamento innovativo per reperire risorse - La Fondazione non pensa soltanto all’erogazione di contributi, da quest’anno ha inaugurato una vera e propria strategia di accompagnamento delle associazioni e degli enti del terzo settore per l’acquisizione di strumenti innovativi che consentano di attingere a fondi e risorse. In collaborazione con il Pin il mese scorso è stato organizzato un corso per fornire tutte le informazioni che servono per presentare progetti che si candidano all’utilizzo dei fondi di bandi ragionali, nazionale ed europei. Oltre quaranta realtà hanno partecipato nel gennaio scorso al progetto di formazione Crowdfunding il futuro si fa in tanti. Già tre i progetti che si sono concretizzati. Hanno avuto successo la raccolta fondi dell’associazione Pratocultura per la riapertura del Museo di San Domenico e l’iniziativa della Camerata Strumentale per la Casa dei suoni e la realizzazione della nuova camera acustica. È in corso la campagna del Museo del Tessuto per il restauro degli abiti di scena indossati da Iva Pacetti -Turandot alla prima della Scala del 1926.

Una Fondazione aperta alla città - Una Fondazione sempre più aperta alla comunità locale, specchio di una città operosa in tanti e diversi settori. Con questo spirito si è lavorato nel corso del 2019 alle prime modifiche dello Statuto. Nell’ottobre scorso sono stati nominati nove nuovi soci, utilizzando per la prima volta il nuovo sistema di elezione con la maggioranza semplice dei votanti, come previsto dalle modifiche dell’articolo 22 finalizzate a garantire maggiore efficacia d’azione.

La scelta di tornare nel centro storico - Verrà inaugurata martedì prossimo, 17 dicembre, la nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio che ha deciso di tornare nel cuore della città per valorizzare il centro storico. Gli uffici occupano il primo piano di palazzo Gatti che si affaccia sulla piazzetta Buonamici, edificio storico appartenuto ai Bocchineri e passato nell’Ottocento ai Pazzi.

Una nuova porta d’ingresso per Prato - Nei piani della Fondazione Cassa di Risparmio c’è il progetto di realizzare una nuova porta simbolica di accesso alla città, un’opera d’arte contemporanea che potrebbe trovare collocazione alla rotonda che si trova subito dopo l’uscita autostradale di Prato Ovest. Sono già in corso contatti con l’amministrazione comunale e con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Del resto è stata proprio la Fondazione a sostenere, dieci anni fa, la realizzazione di Tempo dell’artista Dani Karavan all’uscita autostradale di Calenzano, un’altra porta simbolica di accesso all’area pratese.

 

Iniziativa affidata agli esperti del PIN, invito a cento associazioni
Corso per imparare a pescare fondi comunitari
Iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio, dal bando al progetto

Prato, 7 novembre 2019 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato promuove un corso per insegnare a pescare fondi comunitari. L’iniziativa, affidata al PIN, si svolge in due tappe, previste per lunedì 18 novembre e venerdì 29 novembre (sempre dalle 15 alle 18) ed è rivolta ad associazioni ed enti del Terzo settore. Un primo invito è già stato inviato a cento associazioni, beneficiarie di contributi da parte della Fondazione. La partecipazione comunque è aperta, basta registrarsi tramite modulo online su www.arcolab.org/corso-progettazione entro mercoledì 13 novembre.

“Per la Fondazione è un modo innovativo per sostenere associazioni ed enti del Terzo settore, una risorsa fondamentale per la nostra comunità. In questo modo mettiamo a disposizione una sorta di cassetta degli attrezzi che contiene i consigli base e gli strumenti fondamentali per rispondere con successo ai bandi che mettono a disposizione risorse dell’Unione europea”, mette in evidenza Franco Bini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Insomma si tratta di guidare le associazioni dalla lettura del bando alla progettazione di una proposta che permetta di rispondere con successo alle opportunità che arrivano. Il corso è organizzato da Arco Lab, il centro universitario del Pin che si occupa di formazione, oltre che di ricerca e consulenza in collaborazione con ValueDo, società specializzata in europrogettazione.

La Fondazione ha già sperimentato iniziative di questo genere. Nel gennaio scorso ha lanciato il progetto Crowdfunding il futuro si fa in tanti, affidando ad Eppela, la prima piattaforma italiana di crowdfunding reward based, lo svolgimento di un corso di formazione rivolto ad associazioni e istituzioni non profit del territorio. Hanno partecipato una quarantina di realtà e si sono già concretizzati tre progetti. Ha avuto un grande successo la raccolta fondi dell’associazione Pratocultura per la riapertura del Museo di San Domenico e l’acquisto delle teche necessarie; è andata alla grande anche l’iniziativa della Camerata Strumentale per la Casa dei suoni e la realizzazione della nuova camera acustica. Intanto il Museo del Tessuto ha aperto una campagna per il restauro degli abiti della Turandot indossati da Iva Pacetti alla prima della Scala del 1926.

Il 18 novembre si partirà dall'analisi di un bando reale per spiegare gli strumenti di programmazione. L'obiettivo è di scoprire cosa si nasconde dietro le parole chiave presenti nel bando e approfondire gli elementi comuni ad ogni tipo di bando, come ad esempio gli obiettivi generali e specifici, i massimali di finanziamento o le voci di spesa. Il secondo modulo, il 29 novembre, si concentrerà invece sulle tecniche per la definizione di un'idea di progetto e sulle metodologie di progettazione. In questo modulo è previsto anche un laboratorio che consentirà ai partecipanti di imparare a scrivere un progetto.