Autografi risorgimentali a Prato

(di Enrico Bini)

“I manoscritti di persone che per cospicui natali ovvero per proprio valore hanno diretto le sorti o promosso il bene materiale e morale dei loro contemporanei quasi reliquie di uomini il di cui nome colla morte non è cancellato dalla memoria, ma scritto pei posteri nelle pagine della storia, sono sempre atti a destare un interesse speciale, vivissimo, ed il raccoglierli fra i più nobili passatempi, fra i godimenti più intellettuali”.
Con queste parole Emilio Budan iniziava il suo manuale per i collezionisti di autografi, e davvero tanti furono nel XIX secolo che ebbero il gusto per la raccolta di vestigia letterarie di personalità dell’arte o della politica.